Italia
Tagli senza fine nellistruzione, preoccupante lo scenario per il prossimo anno didattico
Ci sono altre 100 cattedre a rischio
Nadia Davini
Previsti 47 docenti in meno nelle primarie e tra 40 e 45 nelle superiori
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LUCCA. Tagli senza fine nella scuola pubblica. Lo scenario che si presenta per il prossimo anno scolastico, 2011/2012, è tutt'altro che roseo: 917 posti in meno in tutta la Toscana e 98 cattedre tagliate solo in provincia di Lucca. Così divise: 47 nella scuola primaria, 6 alle medie e tra 40 e 45 alle superiori. Il decreto del ministro Gelmini annuncia un altro anno scolastico di "lacrime e sangue": in tutta Italia, infatti, saranno 19.700 i maestri e professori che perderanno la cattedra e, quindi, il posto di lavoro. E ancora non sono uscite le previsioni di tagli per gli Ata (bidelli, tecnici di laboratorio, personale di segreteria e amministrativo): anche qui si prevede una perdita consistente di posti di lavoro. «Si sta prefigurando una situazione davvero drammatica - spiega Marcella Zani, responsabile provinciale Cgil della scuola - per le scuole medie, ad esempio, ci saranno 6 cattedre in meno su 24 tagli totali in tutta la Toscana. Ma allo stesso tempo i dirigenti scolastici chiedono la creazione di dieci nuove classi in più, perchè c'è un aumento nelle iscrizioni. Questo cosa significa? Che gli insegnanti saranno sempre meno e gli alunni sempre di più, con classi sovraffollate, grandi perdite sulla qualità della didattica e problemi ulteriori per quanto riguarda la sicurezza nelle classi. Nella scuola dell'infanzia c'è un organico stabile: dobbiamo tener conto che la Regione ha finanziato dieci classi per la scuola materna nella nostra Provincia, anche se, nonostante questo, le liste di attesa sono ancora tante». Anche quest'anno la provincia di Lucca è quella più "tagliata" insieme a Firenze: il motivo è il numero degli istituti scolastici, che nella nostra Provincia è molto elevato. E la sicurezza scolastica? «Con questa situazione - continua Zani - la sicurezza delle strutture scolastiche è messa a dura prova. Assisteremo ad un aumento del numero degli alunni per classe (di fronte al quale si risponde con tagli nel personale docente), con aule troppo numerose rispetto alla normativa vigente. Vogliamo sapere dalle amministrazioni, comunale (per materne, primarie e medie) e provinciale (per quanto riguarda le scuole superiori) quale sia la situazione attuale rispetto alla sicurezza nelle scuole. I dirigenti scolastici hanno l'obbligo di segnalare la capienza massima nei plessi affidati alla loro responsabilità: quante segnalazioni sono arrivate sulle aule non conformi ai tetti massimi previsti dai nuovi regolamenti del ministro Gelmini sulla costituzione delle classi? È normale - conclude la sindacalista - che un governo decida di aumentare l'affollamento nelle classi senza valutare se gli edifici siano in grado di sopportarlo? È opportuno investire nella scuola pubblica: un altro buon motivo per aderire allo sciopero generale del 6 maggio prossimo».
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