Il Tirreno

Lucca

Case senz'acqua da un anno

Arianna Bottari
Le case popolari in via S. Donnino
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Le case popolari in via S. Donnino

Marlia, due famiglie devono pagare bollette per oltre 4mila euro

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 MARLIA. Senza acqua da oltre un anno. Accade in due appartamenti delle case di edilizia convenzionata di via S. Donnino. Le due famiglie coinvolte ammettono di aver accumulato delle morosità, ma denunciano anche che non è mai stato riconosciuto loro il danno provocato da una perdita occulta, nonostante sia stata necessaria la sostituzione del contatore.  E ora il conto da pagare è salatissimo, oltre quattromila euro, ma quei cittadini non possono pagarlo, quindi niente acqua. Si tira avanti con secchi e bottiglie.  Certo è che le due famiglie sono allo stremo poiché da oltre un anno non possono farsi una doccia. Riescono a malapena a cucinare, hanno problemi persino ad utilizzare il bagno di casa. Vane le richieste di aiuto. O si paga il conto di Acque Spa, o si vive come nel deserto.  La vicenda ha avuto inizio circa un anno fa, quando due famiglie che vivono negli appartamenti di edilizia convenzionata si vedono arrivare bollette assai salate che non sono in grado di pagare. Il conto si somma ad altri ritardi nei pagamenti, ma indagando un po', le due famiglie (una composta da una pensionata e dal figlio, l'altra da padre, madre e due figli) scoprono che c'è una perdita occulta che fa lievitare le fatture e avvertono subito Acque Spa. L'azienda interviene, ma, data la morosità, interrompe il servizio: niente più acqua nei due appartamenti, né in cucina, né in bagno, con conseguenze facilmente immaginabili.  «Riconosciamo il fatto di dover dare dei soldi ad Acque - dice il padre di famiglia che da un anno è costretto a munirsi di secchi per approvvigionarsi di un po' d'acqua - ma non capisco come si possano lasciare due famiglie in queste condizioni. Non è solo una questione di mancanza di comodità, ma anche di emergenza sanitaria. Non credo sia difficile immaginare come siamo costretti a vivere e la cosa peggiore è che non interessa a nessuno. Eppure si continua a sentire parlare di "acqua come bene comune"».  È stato chiesto aiuto anche al Comune che però non ha potuto fare più di tanto, se non segnalare il caso agli assistenti sociali. «Ci hanno offerto 300 euro - proseguono da via S. Donnino - a fronte di un conto da 3.500. Noi chiediamo solo di avere la possibilità di rimetterci piano piano in pari con i pagamenti e che, nel frattempo, ci venga concesso di vivere in maniera dignitosa, non in questa situazione di emergenza».

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