Il Tirreno

Lucca

C'è La Bohème, ora si cerca il cast

i.b.
Una veduta della facciata del teatro del Giglio
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Una veduta della facciata del teatro del Giglio

Giovani artisti per l'allestimento con Pisa, Livorno, Ravenna

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LUCCA. Lo sforzo di riportare Puccini al Giglio c'è. Con La Bohème, il 19 e 20 novembre. Due date per un cast ancora tutto da inventare. Di certo si sa che i cantanti saranno giovani, fra i 20 e i 32 anni. E che verranno selezionati con audizioni in programma a maggio, fra Lucca (il 2 e il 3) e Pisa (il 4), uno dei partner del Giglio in questa co-produzione, sostenuta anche da Livorno e Ravenna. Non dal Pucciniano che, secondo Lucca, si sarebbe tirato indietro per gli eccessivi costi di adattamento dell'opera al palcoscenico del teatro all'aperto. La versione di Torre del Lago è un po' diversa. Soprattutto sulle cifre. È vero che l'allestimento proposto da Lucca sarebbe stato più costoso, ma non quello proposto da Torre del Lago che ha come partner l'Opera di Roma e l'Opera di Hong Kong. In sostanza, Torre del Lago spenderebbe circa 35mila euro per produrre la nuova Bohème, contro i circa 70mila richiesti dalla collaborazione con il Giglio.  Di cifre, però, il Giglio non parla, secondo la tradizione dell'attuale cda che ancora non ha prodotto il bilancio consuntivo del 2010, pur avendo già predisposto il preventivo del 2011 e anche il cartellone della prossima stagione. Dettagli su cui né il teatro né il Comune danno risposte. Il Giglio, però, è prodigo di dettagli sull'allestimento: la regia sarà affidata a Marco Gandini, storico collaboratore di Franco Zeffirelli e attuale docente di drammaturgia all'Accademia di perfezionamento per voci liriche della Scala; le scene, che saranno costruite dalle maestranze del Giglio nei laboratori del teatro, verranno firmate da Italo Grassi, autore del set anche della Betulia liberata di Mozart diretta da Riccardo Muti al Festival di Salisburgo e al Ravenna Festival.  «La scelta di praticare la strada della costruzione in proprio delle scene con il personale interno al teatro, e di rinunciare conseguentemente all'ipotesi del noleggio (certo meno impegnativa), è in ogni caso - chiarisce il presidente del Giglio Aldo Casali - da considerarsi perfettamente in linea con gli standard economici imposti al progetto dai teatri partner nell'ottobre 2010, al momento della stipulazione dell'accordo co-produttivo». Quello che Casali, però, si dimentica di precisare è che Pisa e Livorno, gli altri due teatri di tradizione della costa, avrebbero voluto chiudere l'accordo di collaborazione con il festival Pucciniano per la co-produzione dell'opera. Non a caso, con il festival torrelaghese, ad esempio, Pisa riprenderà l'allestimento di Madama Butterfly con le scenografie dello scultore Kan Yasuda.  Comunque, ormai la scelta è stata fatta. E il Giglio sottolinea l'importanza di questa co-produzione per la possibilità di portare l'opera in tournée: per ora, le date sono a Pisa, Livorno e Ravenna, mentre La Bohème di Torre del Lago è arrivata fino ad Hong kong. Comunque, l'operazione lucchese offre la possibilità di scritturare talenti emergenti, grazie alle selezioni dei cantanti che verranno valutati (al Giglio e al Verdi di Pisa) dai direttori artistici dei quattro teatri che sono partner in questa nuova produzione.

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