La protesta
Una famiglia di Matraia da ottobre convive con una frana sotto casa
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Giovanni Marchetti indica la frana Accade in via della Pizzorna: l'abitazione è stata dichiara agibile «Ma non sappiamo ancora se il Comune ci verrà in aiuto»
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MARLIA. Da ottobre convivono con la frana sotto casa e ancora nessuno ha saputo dire loro se verranno aiutati per la messa in sicurezza. Accade in via della Pizzorna. L'abitazione è quella della famiglia Marchetti: sotto il terrazzo, il 31 ottobre scorso, il monte ha ceduto. Da allora i Marchetti hanno speso oltre 2mila euro in perizie, ma dal Comune neanche un aiuto. Nel frattempo sono stati stanziati oltre mezzo milione di euro per intervenire su due altre frane nella frazione. Ora Giovanni Marchetti si chiede: «Noi non facciamo forse parte di Capannori?». Per cinque mesi hanno atteso un segnale di aiuto, che però non è mai arrivato. Ad arrivare, invece, è stata un'ordinanza di messa in sicurezza della frana che si è staccata dal versante del monte, proprio sotto al loro terrazzo. E da allora è iniziato un calvario. La casa non è in pericolo, così hanno sentenziato gli esperti, ma la frana è ancora lì e a bloccarla ci sono solo i geoblocchi in cemento armato, che impediscono che le pietre continuino a cadere sulla strada. «Ogni volta che piove forte, come è accaduto poche settimane fa, abbiamo paura che crolli tutto». Erano le 8 di domenica 31 ottobre quando all'improvviso, a causa delle incessanti piogge, sotto il terrazzo della casa della famiglia Marchetti, che si affaccia su via della Pizzorna, si è staccata la frana, di circa cinque metri di ampiezza. «Abbiamo subito chiesto aiuto, ma solo dopo quattro giorni i tecnici del Comune sono venuti a controllare la situazione - racconta Giovanni Marchetti -. Nel frattempo siamo stati noi a chiedere l'intervento di una ditta per ripulire la strada e cercare di tamponare lo smottamento. Tutto a nostre spese. Poco dopo abbiamo ricevuto un'ordinanza che ci obbligava a mettere la frana in sicurezza. Abbiamo dovuto far intervenire professionisti privati e non (dal geologo al Genio civile) che hanno attestato che la casa non era a rischio crollo: sempre a spese nostre. Sono stati eseguiti dei saggi e l'edificio è stato dichiarato agibile. Abbiamo speso circa duemila euro, per non parlare dei preventivi che ci sono già stati fatti. Eppure, sappiamo che non è ancora finita, perché il Comune pare non avere intenzione di intervenire». La pazienza Marchetti l'ha persa nei giorni scorsi, quando ha letto che l'amministrazione capannorese ha intenzione di impiegare oltre mezzo milione di euro per mettere in sicurezza le altre due frane che, a pochi giorni di distanza da quella di via della Pizzorna, hanno colpito altre località di Matraia. «È come se io abitassi in un altro Comune. Il nostro caso, nonostante il nostro geometra abbia cercato di informarsi, non è minimante stato preso in considerazione - conclude Marchetti -. Eppure lo smottamento non riguarda solo la mia casa, ma anche la strada, che è pubblica e che noi abbiamo provveduto a rendere di nuovo agibile dopo la frana. Ci chiediamo se avremo diritto ad una qualche forma di aiuto. Lo stesso aiuto che altre famiglie di Matraia stanno ricevendo».
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