La manifestazione
Indagati due primari del Campo di Marte
Due primari ospedalieri del Campo di Marte sono indagati dalla procura della Repubblica che nei loro confronti ha chiesto il giudizio immediato con l'accusa di truffa aggravata e falso in atto pubblico ai danni dell'azienda sanitaria locale.
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LUCCA. Due primari ospedalieri del Campo di Marte sono indagati dalla procura della Repubblica che nei loro confronti ha chiesto il giudizio immediato con l'accusa di truffa aggravata e falso in atto pubblico ai danni dell'azienda sanitaria locale.
Si tratta di episodi che risalgono alla fine del 2010 sui quali si è soffermata l'attenzione dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni (Nas) di Livorno durante normali controlli nell'azienda sanitaria locale.
L'indagine riguarda Gianluca Bracco, 52 anni, primario del reparto di ostetricia e ginecologia, assistito dall'avvocato Valerio Valignani, e Novello Pinzi, 61 anni, primario del reparto di urologia, assistito dal prof. Enrico Marzaduri.
L'inchiesta dei carabinieri del Nas - che hanno inviato un rapporto alla procura della Repubblica - si incentra sull'ipotesi che i due primari possano aver attestato, attraverso timbratura, la loro presenza in reparto in determinate date e ore in «regime istituzionale», mentre per gli investigatori i due medici potrebbero aver fatto attività libero professionale. In questo caso, per la Procura sarebbero state percepite indennità di esclusività non dovute.
Non vi sarebbe inoltre, per gli investigatori, precisa rispondenza tra orari di entrata e di uscita e timbrature dei cartellini dei due responsabili dei reparti ospedalieri, la cui attività è peraltro ritenuta tra le eccellenze dei servizi sanitari prestati dall'ospedale Campo di Marte.
Di fronte alle ipotesi del versante accusatorio, gli indagati chiariranno le presunte difformità attraverso memorie difensive o direttamente davanti al giudice dell'udienza preliminare.
Sul versante difensivo ci sono poi altri aspetti da prendere in considerazione.
Primo tra tutti quello dell'indennità di esclusività che, stando ad alcuni giuristi, non sarebbe legata alle ore trascorse nel reparto.
Secondo le accuse, il primario di ostetricia avrebbe percepito indebitamente la somma di 27mila euro mentre quello di urologia l'importo di 19mila euro.
La vicenda ha tuttavia contorni ancora da delineare.
I due primari ospedalieri respingono con forza ogni addebito, sostenendo di aver sempre agito nel rispetto delle regole, certi che la vicenda verrà chiarita in tempi brevi.
L'Azienda sanitaria locale numero 2, parte lesa nel procedimento penale in corso sulla vicenda, «venuta a conoscenza dalla procura della Repubblica dell'avvio di un'inchiesta a carico di due suoi professionisti, ha avviato un 'indagine interna, che è in corso, e comunque si rimetterà all'accertamento dei fatti dell'autorità giudiziaria su aspetti che, tra l'altro, possono avere connotazioni di responsabilità contrattuale».
Si tratta di episodi che risalgono alla fine del 2010 sui quali si è soffermata l'attenzione dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni (Nas) di Livorno durante normali controlli nell'azienda sanitaria locale.
L'indagine riguarda Gianluca Bracco, 52 anni, primario del reparto di ostetricia e ginecologia, assistito dall'avvocato Valerio Valignani, e Novello Pinzi, 61 anni, primario del reparto di urologia, assistito dal prof. Enrico Marzaduri.
L'inchiesta dei carabinieri del Nas - che hanno inviato un rapporto alla procura della Repubblica - si incentra sull'ipotesi che i due primari possano aver attestato, attraverso timbratura, la loro presenza in reparto in determinate date e ore in «regime istituzionale», mentre per gli investigatori i due medici potrebbero aver fatto attività libero professionale. In questo caso, per la Procura sarebbero state percepite indennità di esclusività non dovute.
Non vi sarebbe inoltre, per gli investigatori, precisa rispondenza tra orari di entrata e di uscita e timbrature dei cartellini dei due responsabili dei reparti ospedalieri, la cui attività è peraltro ritenuta tra le eccellenze dei servizi sanitari prestati dall'ospedale Campo di Marte.
Di fronte alle ipotesi del versante accusatorio, gli indagati chiariranno le presunte difformità attraverso memorie difensive o direttamente davanti al giudice dell'udienza preliminare.
Sul versante difensivo ci sono poi altri aspetti da prendere in considerazione.
Primo tra tutti quello dell'indennità di esclusività che, stando ad alcuni giuristi, non sarebbe legata alle ore trascorse nel reparto.
Secondo le accuse, il primario di ostetricia avrebbe percepito indebitamente la somma di 27mila euro mentre quello di urologia l'importo di 19mila euro.
La vicenda ha tuttavia contorni ancora da delineare.
I due primari ospedalieri respingono con forza ogni addebito, sostenendo di aver sempre agito nel rispetto delle regole, certi che la vicenda verrà chiarita in tempi brevi.
L'Azienda sanitaria locale numero 2, parte lesa nel procedimento penale in corso sulla vicenda, «venuta a conoscenza dalla procura della Repubblica dell'avvio di un'inchiesta a carico di due suoi professionisti, ha avviato un 'indagine interna, che è in corso, e comunque si rimetterà all'accertamento dei fatti dell'autorità giudiziaria su aspetti che, tra l'altro, possono avere connotazioni di responsabilità contrattuale».
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