Il Tirreno

Lucca

Il professor Galeone risponde al gip che si riserva sulla richiesta di sospensione dal servizio

«I soldi? Offerte dai diabetici»

L’ospedale di Pescia
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L’ospedale di Pescia

Il dirigente del reparto dell'ospedale di Pescia è indagato per peculato

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 PESCIA. Ha risposto alle domande del gip Roberto Tredici spiegando che i soldi presi per i reflettometri erano solo offerte all'associazione diabetici dei pazienti peraltro, a suo dire, neanche sollecitate. Il dottor Francesco Galeone, 62 anni, di Lucca, responsabile del servizio di diabetologia a Pescia, è stato interrogato per quasi tre ore nell'ambito dell'indagine in cui è sotto inchiesta con l'accusa di peculato. Il sostituto procuratore Giuseppe Grieco ha chiesto nei suoi confronti la sospensione dal servizio. Il gip si è riservato. Galeone, che si dice costernato per la vicenda dopo 40 anni di attività dedicata all'associazionismo, era assistito dall'avvocato Franceschi Marenghi che lo difende con il professor Tullio Padovani.  Sul caso interviene l'Associazione diabetici della Valdinievole, indirettamente coinvolta nella vicenda. Il medico, per l'accusa, avrebbe preso soldi per la cessione di alcuni reflettometri, utilizzati per misurare la glicemia. La versione difensiva è che, di fronte alle insistenze dei pazienti, in cambio di alcuni campioni gratuiti il dirigente avrebbe invitato gli stessi a fare delle offerte all'Associazione diabetici. Da parte di quest'ultima arriva una precisazione: «In merito alle vicende giudiziarie che vedono coinvolto il dottor Francesco Galeone, l'Associazione diabetici della Valdinievole informa che non esiste, né è mai stato fatto in passato, alcun accordo con il personale del servizio di diabetologia dell'ospedale di Pescia per raccogliere fondi a favore dell'associazione all'interno della struttura sanitaria, tantomeno in cambio della consegna di glucometri, con il marchio "campione gratuito vietata la vendita", ai pazienti. Tutto questo è già stato precisato in modo esauriente agli inquirenti impegnati a far luce sulla vicenda. Una simile pratica sarebbe in aperta violazione di legge».  Quindi, da parte dell'associazione, arriva un appello in difesa del servizio diabetologia: «In questo momento così difficile, vogliamo esprimere la nostra massima vicinanza a tutti i medici e il personale sanitario della struttura, impegnati a seguire i pazienti con la stessa professionalità di ogni giorno. Chiediamo ufficialmente all'Asl 3 di attivare un protocollo con i servizi di diabetologia, il servizio farmaceutico del territorio, le associazioni e le aziende farmaceutiche affinché, d'ora in poi, la consegna gratuita di glucometri avvenga attraverso un sistema di tracciabilità. La vicenda in corso non dovrà assolutamente diventare il pretesto per ridurre l'assistenza ai pazienti diabetici».

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