Il Tirreno

Lucca

Pic-nic di protesta in piazza Grande

Alcuni bambini mangiano il panino invece che il pranzo della mensa (archivio)
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Alcuni bambini mangiano il panino invece che il pranzo della mensa (archivio)

Genitori all'attacco dopo il divieto ai bimbi col panino di entrare in sala mensa

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 LUCCA. L'appuntamento è per sabato 16 aprile alle 16 alla discesa del Caffè delle Mura. Partirà da lì il corteo organizzato dal comitato di protesta buoni pasto. Attraverso via Veneto, arriverà in piazza Napoleone, dove si svolgerà la manifestazione denominata "Panino in piazza".  Una protesta pacifica, una merenda - dicono gli organizzatori - a cui si raccomanda di partecipare muniti di plaid da pic-nic e, ovviamente, di panini farciti. La merenda sarà viviacizzata dalla presenza di animatori che porteranno palloncini, trucchi per bimbi, fischietti e trombette.  È l'ultimo atto di protesta del comitato dei genitori dei bambini delle scuole comunali per il caro buoni pasto per la mensa scolastica, che in ultima battuta il comune ha fissato a 3,60 euro ma che per le famiglie rappresenta un prezzo iniquo. Oltretutto, spiegano i genitori, «il Comune vuole effettuare un conguaglio retroattivo dall'inizio dell'anno scolastico 2010-2011».  L'ultimo provvedimento comandato dall'amministrazione comunale - quello di vietare le sale mensa delle scuole ai bambini che si portano il panino da casa per questioni igieniche - ha fatto andare i genitori su tutte le furie. Michela Donati e Lorenzo Contucci, in rappresentanta del direttivo del comitato di protesta, spiegano che «l'introduzione del panino nei refettori non solleva problematiche riconducibili alla normativa igienico sanitaria. Piuttosto potrebbe causarne nei rapporti tra la ditta Del Monte e il Comune, rapporti regolati dal contratto d'appalto dove è specificato che i refettori (e le aule scolastiche equiparate) al momento della somministrazione del pasto, sono dati in gestione alla Del Monte. Secondo i genitori, questo non è un motivo valido per boicottare la protesto o tantomeno per utilizzare i nostri figli come leva per convincere i genitori a desistere. Peraltro la ditta fino ad ora non ha mai mosso obiezioni».  E andando a toccare questo tasto, i genitori plaudono alla lettera aperta dell'insegnante Maria Menelao, che ha reso pubblico il provvedimento del Comune di chiudere le sale mensa delle scuole ai bambini che si portano il panino da casa o il pranzo nel pentolino.  I genitori rispondono anche all'assessore Giovanni Pierami, in merito alle sue rassicurazioni che il pagamento effettuato dal Comune per il lodo Iole non ha tagliato fondi per la scuola. Al contrario, i genitori «nelle parole di Pierami trovami motivi di ulteriore preoccupazione, visto che contraendo mutui (per il pagamento del lodo, ndr) il Comune aumenta il proprio debito». E chiedono piuttosto «di sapere quali interventi sulle scuole sono previsti, quali sono le rispettive fonti di finanziamento» e se i soldi sono giòà disponibili «o frutto di fantasia. Chiedono di saperlo le famiglie della scuola di Tempagnano, che, contestualmente alle prime notizie sul lodo Iole, è divenuto un immobile da vendere».

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