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Lucca

Pezzi nella compilation serate e concerti, sfondano i Bankrobbers

Il gruppo dei Bankrobbers
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Il gruppo dei Bankrobbers

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 LUCCA. Ritmo in levare, reggae e ska su una nuvola di pogo scandito a tempo. I Bankrobbers 2Tone partono da questo presupposto: fare ska nel modo meno artificiale possibile. Tromba, batteria, chitarra, in una mescolanza perfetta tra strumentazioni elettriche e i fiati, conciliando testi dal carattere più spensierato e disincantato a quelli impegnati e profondamente attuali (molto importante è la tematica dell'antirazzismo che segna tutta la produzione dei Bankrobbers).  I protagonisti di tutto questo sono otto ragazzi, tra cantanti e musicisti, lucchesi, di età compresa tra i 17 e i 23 anni: il loro nome è Bankrobbers, un omaggio, senza mezzi termini, alla omonima canzone del gruppo dei Clash.  Con un Ep autoprodotto di quattro canzoni stanno girando per la Toscana con serate e concerti; sono entrati a far parte di una compilation a distribuzione europea prodotta dall'etichetta tedesca Mad Butcher Records e il 9 aprile suoneranno al Laboratorio Mu di Parma, aprendo il concerto a Roy Ellis (il cantante dei Symarip, gruppo ska-reggae-skinhead più importante), ai The Offenders e agli Shots in the dark.  Innanzitutto, presentatevi.  «Siamo otto: Umberto "Bestia" Donati, prima voce, Francesco "Il conte Fraska" Gagna, prima chitarra, Stefano "Nino" De Angelis, seconda chitarra, Simone "Lo Spadaccino" Simonelli, basso, Stefano "Ste" Casini, batteria, Francesco "Freak" Passaglia, sassofono, Federico "Rico" (in onore di Rico Rodriguez) Salvetti, trombone e Luca Lencioni alla tromba».  Come e dove nascono i Bankrobbers?  «Nasciamo ufficialmente a settembre 2010, ma l'idea di creare un gruppo ska a Lucca girava già da giugno dell'anno scorso. All'inizio dovevamo essere in due, poi, dopo esserci incontrati al concerto degli Statuto, siamo partiti. A ottobre scorso abbiamo fatto il primo concerto e poco a poco ci siamo fatti conoscere sempre più, totalizzando più di venti concerti in giro per tutta la Toscana. Portiamo in giro la nostra musica ska 2tone, che ha una ritmica serrata e dove i fiati sono molto importanti, ispirandoci agli Statuto, ai Madness, The Clash, Specials e ai Bad Manners».  E per il 9 aprile è fissata la data più importante.  «Già, il 9 aprile a Parma al Laboratorio Mu apriremo il concerto a dei grandi gruppi dello scenario ska-skinhead reggae. Primo fra tutti Roy Ellis, aka Mr Symarip. È stata l'etichetta Anfibio Records a trovarci questa data. Poi il 25 aprile, per la festa della Liberazione, suoneremo in Cortile degli Svizzeri. Sono grandi soddisfazioni: poco a poco riusciamo a farci conoscere nella nostra città, a ritagliarci uno spazio. Anche se non è facilissimo».  È difficile trovare spazi per suonare a Lucca?  «Sono pochi e troppo costosi (35 euro per due ore). Così ci siamo attrezzati autonomamente, allestendo una sala prove nel garage di uno dei componenti del gruppo. Abbiamo creato un posto nostro, dove pensare, scrivere, provare e buttare giù gli accordi. Solitamente scriviamo tutti e scriviamo in inglese, perchè la nostra aspirazione è quella di uscire dall'Italia».  Di cosa parlano i vostri testi? Qual è la canzone più famosa?  «La nostra canzone più conosciuta è "Hey rich girl" che parla d'amore. Ma noi affrontiamo molto spesso problematiche sociali, anche se la nostra tematica principale è quella legata all'antirazzismo e all'antifascismo, due valori insuperabili. Nel nostro primo Ep, infatti, c'era scritto sull'etichetta: The Bankrobbers è un gruppo dichiaratamente antifascista e antirazzista. Poi parliamo del disagio giovanile lucchese, legato alla mancanza di spazi e alla mancanza di opportunità per quei ragazzi che sperimentano e si muovono in vari campi. Dalla musica alla cultura, dal cinema al teatro, dalla scrittura alla fotografia. Per suonare abbiamo dovuto affittare una sala festa a nostre spese: era l'unico modo per fare un concerto e farci conoscere. Non è la città che ti viene incontro, ma sei te che devi andare incontro alla città: l'unico posto era il birrificio Bruton, che dopo quello che è successo quasi un anno fa (aggressione neofascista ai danni di un operaio capannorese che ha perso la vista all'occhio sinistro, ndr) ha smesso di organizzare festival musicali. Sono venuti gruppi da tutta Europa a suonare al Bruton, ne parlava tutta Italia».  Avete progetti futuri?  «Sì. Oltre ai concerti siamo cercando un'etichetta che ci produca. E stiamo lavorando per far uscire, in estate, il primo album di esordio con 10 pezzi».

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