La manifestazione
Erano appesi alla recinzione dei terreni del Gruppo Valore
Fatti sparire da qualcuno gli striscioni in via Einaudi
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LUCCA. Spariti via Einaudi tutti gli striscioni appesi dai cittadini alla recinzione dei terreni di proprietà del Gruppo Valore: ne dà notizia l'associazione Parco di S. Anna: «I terreni ricadono nell'ampia area di 15 ettari che da via Dorati si prolunga fino a via del Bozzo. Il Comune fa finta di non saperlo, ma il piano strutturale ne vincola la destinazione a parco urbano, affinché tra la via Puccini e la via Pisana venga almeno salvaguardato un polmone di verde, prescrivendone la riqualificazione sulla base di un progetto "unitario" pubblico-privato». Il neo-presidente dell'associazione, Giuseppe Marsili, commenta amaramente l'episodio: «Non potevamo pretendere, ma osavamo sperare che la nostra mitica "bacheca" venisse tollerata. In quattro anni di battaglie ha ospitato solo messaggi educati e civili, mediante i quali i cittadini hanno cercato di ricordare a chi ci amministra che l'ambiente è un bene prezioso e che le regole vanno rispettate. D'altra parte, il procedimento conclusosi il 17 gennaio con l'adozione della variante urbanistica è stato congegnato dal Comune in modo da strozzare ogni possibilità di partecipazione del pubblico, impedendo alla nostra associazione di poter influire, nelle forme di legge, sull'iter della decisione mediante proprie osservazioni. Gli striscioni rappresentavano l'unica possibilità di farci sentire dalla pubblica opinione: ora che sono stati tolti (da chi?) non ci resterà che esprimerci, nostro malgrado, per via giudiziaria». Intanto, l'associazione Parco di S. Anna ha inviato alla Regione un esposto di 9 pagine contenente una dettagliata analisi del pacco di norme urbanistiche comunali adottate il 17 gennaio dal Comune sotto l'etichetta di variante generale di salvaguardia. «Sono stati messi in guardia gli uffici regionali impegnati a esprimere un parere sulle nuove regole di gestione del territorio, dimostrando che le norme presentate dall'amministrazione Favilla come necessarie per porre fine all'eccessivo e incontrollato consumo di suolo mimetizzano una specifica norma che rimette in corsa il mega-intervento immobiliare di via Einaudi, da due anni decaduto e ormai incompatibile con la disciplina dei suoli vigente in Toscana» dice l'associazione.
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