Il Tirreno

Lucca

Insegnanti preoccupate per la disposizione: «Non possiamo garantire la sorveglianza sulla classe se i bimbi non mangiano insieme»

In sala mensa vietati panini e pentolini

Il centro unico di cottura a S. Filippo
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Il centro unico di cottura a S. Filippo

Il Comune non può autorizzare l'introduzione di cibi alternativi a quelli del centro di cottura

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LUCCA. Nella sala mensa non sono ammessi pasti diversi o alternativi a quelli preparati dalla ditta appaltatrice del servizio di refezione scolastica. E per far mangiare i bambini in classe è necessario avere un'autorizzazione speciale dell'Asl e servire pasti sigillati. Con questa lettera inviata ai presidi, il Comune ostracizza panino e pentolino da scuola. La comunicazione è di qualche giorno fa. Ma subito suscita un vespaio: i genitori la leggono come un tentativo di boicottare lo sciopero del panino contro il caro-mensa; gli insegnanti si dicono preoccupati perché non sono in grado di garantire la vigilanza a tutta la classe se chi ha il panino non può mangiare insieme a chi utilizza il servizio di refezione scolastica. Tanto che una maestra elementare, Maria Menelao, invita l'amministrazione comunale «a metterci in condizioni di svolgere il nostro lavoro serenamente, nel rispetto dei doveri che ci impone la nostra funzione di insegnanti». E suggerisce possibili soluzioni «dal pasto consegnato in monoporzioni da servire in classe (in molt scuole prive di sala mensa è la norma), al fornire personale autorizzato ad esercitare la sorveglianza durante i pasti fino al consentire ai bambini di consumare il loro panino a mensa, senza far pesare sugli alunni le controversie fra adulti».  L'insegnante precisa che le sue osservazioni derivano da problemi di carattere pratico che si sono verificati da quando è in corso la protesta contro il caro mensa. E che nelle sue osservazioni non c'è nulla di politico. Tanto da sottolineare: «Non voglio entrare nel merito della vicenda, ma voglio soffermarmi sugli aspetti legali che incombono sugli insegnanti. L'ora di mensa fa parte a tutti gli effetti dell'orario scolastico e gli insegnanti non si possono esimere dalla sorveglianza dell'intera classe che è loro affidata in quell'ora. Il divieto di portare alunni con cibi alternativi in sala mensa, peò - insiste Maria Menelao - ci pone di fronte all'impossibilità di effettuare la sorveglianza (che se non garantita ci può causare problemi penali) sull'intera classe (specie se la maestra è sola). Ci viene proposto di portare l'intera classe a mensa, vietando però, a chi ha il panino, di consumarlo fino a quando i bambini con il buono non abbiano finito il loro pasto e siamo usciti dalla mensa. Ma allora chi ha il panino andrebbe a mangiare intorno alle 14. E prima dovrebbero guardare i compagni mangiare».  La situazione, in effetti, non è facile. Tuttavia - ricorda Angeli - la sorveglianza è dovuta in sala mensa «e gli insegnanti dovrebbero rivolgersi ai propri dirigenti per valutare come comportarsi. Il Comune deve, però, ricordare che esistono regole igienico-sanitarie che impediscono di ammettere in sala mensa cibi preparati a casa invece che nel centro cottura autorizzato. Nessuna vessazione o diffida, dunqe, ma solo la volontà e l'obbligo di rispettare le disposizioni di legge».

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