Il Tirreno

Lucca

Lavoratrici da mesi senza stipendio

Barbara Antoni
Una donna che lavora per una impresa di pulizie (archivio)
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Una donna che lavora per una impresa di pulizie (archivio)

Sono le donne che puliscono le poste. I sindacati: «La cooperativa non si fa trovare»

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 LUCCA. Gli stipendi non sono regolari o non vengono pagati affatto. Gli orari di lavoro sono stati ridotti e spezzettati; alcune lavoratrici sono state trasferite e nemmeno i rimborsi vengono saldati. È disperata, dicono i sindacati, la situazione delle addette alle pulizie negli uffici postali.  Sono le donne che lavorano per la cooperativa di pulizie (la "Clean Company" di Avellino) che ha vinto il nuovo appalto di Poste Italiane per pulire gli uffici postali situati nei territori provinciali di Lucca e Massa.  Lavoratrici che da mesi non riescono a portare a casa uno stipendio che in molti casi è l'unico. Che hanno figli a carico. «Ci sono casi disperati davvero - dice Giampiero Guidi, segretario della Fisascat Cisl -. La situazione è diventata davvero insostenibile».  I sindacati Fisascat Cisl e Filcams Cgil lavorano fianco a fianco in questa vertenza. E come spiega lo stesso Guidi, si stanno da tempo dando da fare per cercare, in primo luogo, di parlare con la cooperativa, di fissare un incontro.  «Chiamiamo spesso la "Clean Company" - spiega Guidi -, ma non si riesce mai a parlare con nessuno. Ogni tanto dalla cooperativa arriva un comunicato, ma un dialogo con qualcuno non si riesce mai ad avere. Eppure l'azienda sta creando grossi e gravi problemi alla lavoratrici del nostro territorio. Da ottobre, quando si è insediata, non ha mai pagato gli stipendi in modo regolare; sta obbligando le lavoratrici a trasferimenti che sembrano quasi punitivi. E per di più le donna non percepiscono neanche i rimborsi spese. Gli orari di lavoro sono diminuiti - continua il sindacalista -, rispetto al vecchio appalto in media nella misura del trenta per cento, perché Poste ha voluto abbattere le spese per le pulizie».  Secondo Guidi, non solo la cooperativa, ma anche Poste ha la sua dose di responsabilità in questa vertenza. «A nostro parere - continua infatti il sindacalista -, Poste è responsabile in solido. Se i problemi continueranno faremo un atto di rivalsa anche contro Poste».  La vicenda delle decine di donne coinvolte in questa vertenza è stata presa a cuore dall'assessore provinciale al lavoro e alle pari opportunità Gabriella Pedreschi.  Anche lei sta tentando di contattare le parti in causa: tanta fatica, ma invano. «Sto cercando di mettere insieme Poste e la cooperativa per invitarle a un incontro con la Provincia e i sindacati - spiega l'assessore provinciale -. La situazione va sbloccata. Il problema di queste lavoratrici, più che a livello locale andrebbe affrontato a livello nazionale, anche in merito al meccanismo con cui si esercita il controllo sugli appalti».  Per tutti questi motivi, annuncia Pedreschi, «solleciteremo Poste e l'azienda di Avellino a inviare un loro rappresentante a Lucca. Il minimo che possiamo chiedere è che almeno le ore di lavoro e le retribuzioni siano rispettate e mantenute. Sto scrivendo una lettera a Poste per fare presente la situazione e invitare i suoi rappresentanti all'incontro».

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