Il Tirreno

Lucca

Prima di andare a letto Bonturi aveva sentito odore di fumo, ma non aveva trovato da dove proveniva

Un botto, poi le fiamme che uscivano dalle finestre

L’opera di spegnimento ed Enrico Ianniello (a destra)
◗
L’opera di spegnimento ed Enrico Ianniello (a destra)

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Nell'abitazione andata distrutta abitano Rosario Bonturi con la moglie Anna Maria Bortoli, la figlia Manola, il genero Enrico Ianniello 51 (tra l'altro addetto alla sicurezza allo stadio di Porta Elisa) con il figlio Luca, che era rimasto a dormire a casa degli altri due fratelli, altrove. L'incendio ha lasciato al buio tutta la zona e sul posto sono dovuti intervenire anche i tecnici dell'Enel per ripristinare la corrente. «Quando Bonturi ha aperto la porta - dice Angelo Barsella - si è udico un botto. Era esploso uno dei vetri della camera al secondo piano, dove si è sviluppato l'incendio, e si sono viste uscire lunghe lingue di fuoco da tutte le finestre delle camere. Sono stati momenti drammatici, ma fortunatamente tutto si è risolto per il meglio».  Superato lo spavento, Bonturi appare incredulo: «Le fiamme devono essersi sviluppate nelle camere dei ragazzi, al secondo piano. L'impianto elettrico è di quelli vecchi ed è possibile si sia verificato un corto circuito. Prima di andare a letto avevo spento la stufa a legna, ma continuavo a sentire una puzza di bruciato. Ho fatto un controllo di tutte le stanze, ma tutto sembrava a posto. Invece...».  «Siamo salvi per miracolo - commenta Ianniello - se non fosse stato per Angelo che ci ha svegliato, potevamo essere tutti morti. Lo ringrazio di cuore. Ho inalato parecchio fumo e ora vado al pronto soccorso a farmi visitare». D.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web