Sicurezza
Famiglia salvata dall'incendio
Domenico Tani
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Qui e sotto: due fasi dellintervento dei vigili del fuoco Provvidenziale intervento di un pompiere mentre la casa brucia
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LUCCA. L'intuito, la professionalità e il coraggio di un vigile del fuoco hanno salvato una famiglia di quattro persone da una quasi certa morte nel rogo della casa andata a fuoco. L'incendio si era sviluppato al secondo piano dell'abitazione, per cause in corso di accertamento (si ipotizza un cortocircuito che averebbe sprigionato le fiamme) mentre tutti stavano dormendo. Provvidenziale il passaggio di un vigile del fuoco appena smontato dal turno di servizio e diretto a casa della suocera, proprio nella stessa zona di S. Lorenzo a Vaccoli dove stava per consumarsi la tragedia. Il fatto è accaduto ieri mattina pochi minuti prima delle nove, in via del Molino 530/A, in una corte di cinque case in mezzo al verde vicine ad altre ville e villette. A dare l'allarme è stato Angelo Barsella, pompiere in forza al comando di Lucca, che aveva finito il suo turno alle 8. «Invece di rientrare a casa, a Santa Margherita, - racconta Barsella - ho deciso di passare dalla suocera, che abita poche decine di metri di distanza dalla casa andata a fuoco. Dovevo fare alcuni lavoretti da lei e così, dopo essermi fermato a fare colazione, mi sono diretto a San Lorenzo a Vaccoli. Quando sono passato di fronte alle abitazioni della corte ho sentito odore di bruciato, ma lì per lì non ho dato tanto peso alla cosa. Quando sono sceso di macchina, l'odore si è fatto però più insistente e guardandomi bene intorno ho notato del fumo che usciva dal tetto dell'abitazione. Sapendo che tutte le case della corte sono abitate, sono corso a vedere cosa stava accadendo. Ho intuito subito che la casa stava andando a fuoco e che la gente all'interno non si era resa conto del pericolo». Il pompiere ha bussato alla porta con tutte le sue forze, chiamando ad alta voce le persone che stavano dormendo nella casa. Contemporaneamente ha avvertito la centrale dei vigili del fuoco, chiedendo di inviare i mezzi di soccorso e di avvertire anche il 118. «Sono passati pochi minuti, che sembravano interminabili, - spiega Barsella - prima che si affacciasse il proprietario, già mezzo stordito dal denso fumo che aveva invaso la casa. Gli ho chiesto: "Rosario dove si trovano tua moglie e la figlia?", ma lui non riusciva a capire quello che stava accadendo». Appena è stata aperta la porta, il pompiere è corso all'interno dell'abitazione, salendo al primo piano dove ha trovato la moglie, la figlia e il genero del padrone di casa, Rosario Bonturi. Erano ancora a letto. «Il fumo nero ed acre aveva invaso tutta la casa - aggiunge Barsella - camminavo quasi strisciando per terra. Per prima cosa ho accompagnato fuori la figlia di Bonturi, Manola, che tra l'altro in questo momento è sottoposta a ossigenazione e ventilazione in attesa di un intervento. Poi sono tornato a prendere sua madre, Anna Maria Bortoli, anche lei invalida, mentre il genero, Enrico Ianniello, è riuscito a scendere con le sue forze». I soccorsi non erano ancora arrivati sul posto e così il pompiere ha svegliato una giovane coppia, Simone Lencioni e Giulia Rivetti, che vive nella casa accanto a quella di Bonturi. I giovani hanno fatto entrare le due donne in casa ed hanno prestato loro i primi aiuti, anche perché erano poco vestite e fuori faceva freddo. Barsella ha provveduto ad avvertire per precauzione anche le altre famiglie della corte, poi le sirene dei mezzi dei vigili del fuoco, guidati dal caposquadra Giulio Pagliai, le ambulanze e l'auto medica del 118 hanno svegliato vicinato. La figlia e la moglie di Bonturi sono state portate al pronto soccorso per le cure del caso. Bonturi e il genero, rimasti intossicati in maniera più leggera, si sono trattenuti per seguire l'intervento dei vigili del fuoco e solo più tardi si sono recati all'ospedale. I danni alla casa, inagibile, sono ingenti e parte del tetto è crollato.
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