La manifestazione
Domeniche senz'auto se l'aria è malata
L'assessore Modena invita a usare la bici e moderare il ricorso ai termosifoni
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LUCCA. È disposto a istituire domeniche senz'auto se i valori dei maggiori inquinanti dell'aria - le polveri fini - continuassero a sforare i limiti (nei primi 27 giorni di gennaio, la soglia di tolleranza è stata superata 19 volte). Ma è fermo nel pensare che la giusta politica da adottare per migliorare la qualità dell'aria sia quella culturale: «Dobbiamo cercare di modificare i nostri stili di vita. Ormai usiamo l'auto anche per piccolissimi tratti, io invito i cittadini a usare la bicicletta», dice l'assessore all'ambiente Marco Modena (nella foto), rispondendo a più quesiti posti sulla scia dei dati tutt'altro che rassicuranti sulla qualità dell'aria (e sulle sue conseguenze per la salute della gente). Modena sottolinea che, oggi, anche del riscaldamento si abusa («siamo abituati, d'inverno, a stare in casa in maniche corte») e che comunque, nell'ottica di andare verso un miglioramento della salute dell'aria, «occorre coinvolgere le giovani generazioni. Il benessere ci ha illuso, occorre ricreare una cultura ambientale che è scomparsa. Credo che questa - continua, facendo una sintesi delle sue vedute - sia la strada migliore da seguire». Le «misure coercitive» non le vede efficaci. Allo stesso tempo, Modena considera improbabili le rilevazioni sulla qualità dell'aria della città contenute nel report di Legambiente diramato pochi giorni fa, che vede Lucca al quarto posto per aria peggiore in Italia, preceduta solo da Torino, Frosinone, Asti (seguita da Ancona e Napoli). «Credo - dice Modena - che in questa materia ci sia spesso chi si fregia di titoli a cui non si avrebbe diritto. Si guarda più all'apparenza che alla sostanza. Sarebbero da rivedere i limiti». E quanto alla centralina in via Elisa (attualmente estromessa dalla rete regionale di misurazione della qualità dell'aria) come quella di viale Carducci, Modena ritiene che «via Elisa è troppo caotica, così come viale Carducci. Vanno ripensate le collocazioni dei due impianti di misurazione».
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