Proteste
Il centro storico deve tornare capitale
Marco Innocenti
Cordoni: «Incentivi e servizi per riportare residenza all'interno delle Mura»
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LUCCA. «Certo, la disponibilità della casa natale di Giacomo Puccini, le iniziative per il cinquecentenario delle Mura, il restauro della parte sud-ovest del centro storico con i progetti del Piuss e la ristrutturazione del mercato del Carmine sono formidabili opportunità per rilanciare il ruolo di Lucca-capitale. Ma è al contempo è necessario dotare la città di infrastrutture e servizi perché torni ad essere il centro direzionale che attrae residenza, turismo, professioni, scuole, attività istituzionali e finanziarie». Non ha dubbi Ademaro Cordoni, presidente provinciale dell'associazione Ascom-Confcommercio: Lucca ha enormi potenzialità, ma deve saperle sfruttare. Altrimenti il rischio è quello del progressivo declino: già ora, da novembre a Pasqua, il centro è semideserto. «Dobbiamo evitare che città diventi un museo - dice Cordoni - bisogna che si mettano in pratica gli intendimenti sui quali sembra che siamo tutti d'accordo: il centro storico deve essere più vivo e vissuto, pieno di funzioni. Non bastano i negozi e le banche: servono uffici, studi professionali, scuole, luoghi per gli spettacoli e la cultura, punti di aggregazione». I commercianti si lamentano per l'esiguo numero di residenti rimasti dentro le Mura. Al 25 gennaio erano 8962, 12 in meno rispetto all'anno scorso, un terzo rispetto agli anni Cinquanta-Sessanta. Nel 2010 dieci sono nati appena 55 bambini, più della la metà delle 4497 famiglie è composta da una sola persona, ovviamente anziana. Difficile che un'attività possa sopravvivere con così pochi potenziali clienti, in gran parte in età avanzata. Non è rischioso puntare tutto sul turismo, che determina in media i due terzi degli incassi annuali di un negozio? «Il flusso dei visitatori è fondamentale. Ma è innegabile che per avere una città viva e dinamica occorrono anche i residenti, soprattutto giovani coppie con bambini. Concordo con quanti dicono che bisogna trovare incentivi per riportare ad abitare dentro le Mura anche persone non necessariamente facoltose. Il primo è sicuramente la possibilità di avere posti per la sosta. Trovo giusta l'idea di chi propone silos interrati anche sotto le piazze. Vede, la città semideserta, come accade soprattutto nei periodi di bassa stagione, non aiuta nessuno. «È bello invece passeggiare tra la gente, come nei weekend dell'antiquariato, manifestazione assolutamente da rilanciare con una grande promozione, prevedendo magari due diversi percorsi con differenti "bollini", uno per gli articoli di particolare pregio - certificati - e un altro per il modernariato o altri oggetti alla portata di tutti. Ma mi piacerebbe vedere la città brulicare di passanti anche negli altri giorni e in tutti i periodi dell'anno». Da domani scattano le multe per chi attraversa i varchi senza il permesso. Per la vostra categoria è motivo di preoccupazione: temete che le presenze in centro si riducano ancora? «Guardi, i varchi ci sono da tempo e non cambiano regole che già esistevano. Chiediamo tuttavia la massima pubblicizzazione e un utilizzo intelligente, che tenga conto delle categorie e anche dell'opportunità di diversificare le norme sugli accessi, rendendole più elastiche. Servono anche altri atti: confidiamo nell'impegno ribadito dal sindaco per realizzare i parcheggi nella zona sud-ovest, dove si perderanno stalli per i recuperi del Piuss. Più in generale occorrono aree di sosta interrate dentro e subito fuori delle Mura. Un'ubicazione potrebbe essere l'area dei vivai Testi che il Comune sta per riacquistare, lungo la circonvallazione Del Prete. Intanto sarebbe indispensabile potenziare i servizi di collegamento dai parcheggi Carducci e Palatucci». La risorsa primaria resta il turismo. Si è parlato per anni di cabina di regia, di calendari degli eventi coordinati e diffusi su tutti i mesi, di ulteriore rilancio delle iniziative che più attraggono, come i Comics e il Summer Festival, di individuazione di nuove occasioni di richiamo. Vede passi in avanti? «Qualcosa si è fatto, ma preoccupa molto la chiusura delle Apt. È per questo che, insieme alla Confesercenti e alla Camera di Commercio, abbiamo istituito un tavolo che aiuti a non perdere e possibilmente ampliare quanto di buono si era fatto per la promozione. Trovo giusto tornare a confrontarci sulle manifestazioni di grande richiamo. Parteciperemo al dibattito previsto in febbraio sulla location dei Comics dentro le Mura. La scelta di riportarli in centro è stata quanto mai azzeccata: è vincente. Ma è anche vero che occorre una maggiore attenzione al contesto. Per gli spalti del Balilla, nell'attesa che siano pronti gli spazi alla Manifattura, bisogna ad esempio individuare una soluzione tecnica che eviti i danni al manto erboso. Noi pensiamo che si potrebbe intanto utilizzare di più l'anello delle Mura; una verifica è in arrivo con il mercato ambulante internazionale che, il 2 ottobre, coprirà l'intera cerchia con oltre 300 banchi. Una prova importante, da riproporre per altri eventi, a partire dai Comics». Non è in vista invece alcun summit su come organizzare iniziative incentrate su Puccini, nell'attesa che in autunno sia riaperta la casa natale. Non le pare che siamo un po' indietro? «Il recupero dell'abitazione di Corte S. Lorenzo è una carta eccezionale per la città, ma è vero che bisogna muoversi fin d'ora per programmare itinerari, mostre, dibattiti, concerti. Non ci possono essere soltanto Andrea Colombini, le guide turistiche e la Fondazione Puccini a offrire visite e appuntamenti musicali ai melomani. Dobbiamo fare la nostra parte anche noi commercianti, insieme agli albergatori, allestendo iniziative parallele». Parlava del grande mercato ambulante sulle Mura: avete altre idee? «Collaboriamo con convinzione con gli enti e l'Opera, puntando anche sul dinamismo del suo presidente, Francesco Colucci. Per Natale abbiamo dato il nostro contributo per la riproduzione delle immagini sul monumento e pensiamo di riproporre l'iniziativa in occasione dei festeggiamenti del 16 e 17 marzo per i 150 anni dell'Unità d'Italia, con proiezioni sul Risorgimento. Sono in programma incontri anche con la prefettura e l'assessore comunale Donatella Buonriposi. Intanto stiamo valutando l'opportunità di fare orario di apertura prolungato la sera del 16 marzo, quando i musei saranno aperti. In generale, riteniamo che le Mura siano un eccezionale palcoscenico, come dimostra il successo di Murabilia e VerdeMura. Soprattutto d'estate l'anello alberato potrebbe accogliere manifestazioni di richiamo. Intanto, insieme all'Opera, lavoriamo per estendere già da questo aprile il percorso della mostra dei fiori di S. Zita fino a piazza S. Frediano, al Real Collegio e alle Mura. Fondamentale è però riuscire a trovare i soldi necessari per il restauro completo del monumento simbolo della città. I privati possono dare un aiuto importante, ma credo che per il grosso dei finanziamenti bisognerà puntare sulla Comunità Europea». Tiene banco il confronto sul progetto del recupero del mercato del Carmine. Come lo vorrebbe? «Sono convinto che il restauro sia di primaria importanza per la rivitalizzazione del centro storico. Penso che ci vorrebbe un'attività di grande richiamo che faccia da traino (un supermercato o il megastore di una catena di grande nome), accanto a negozi dell'ortofrutta, del settore alimentare e non. «Concordo con il presidente della Camera di Commercio, Claudio Guerrieri, sull'opportunità di dare spazio al Carmine anche ad una mostra mercato permanente dei migliori prodotti enogastronomici del nostro territorio. Un polo di attrazione del genere non dovrebbe però fare a meno di un parcheggio interrato nella piazza. La città è pronta per queste operazioni, ne ha bisogno. Così come è in grado di accogliere grandi punti vendita di marchi di fama nei palazzi storici, anche ai primi piani. «Nei secoli le grandi famiglie del commercio hanno attirato flussi importanti grazie alla qualità della loro offerta e alla professionalità che hanno sempre qualificato la città. Sono fondamentali anche oggi le loro iniziative: sono gli esercenti lucchesi, i loro negozi a conduzione familiare a rendere unico e più bello il tessuto commerciale. Forti di questa realtà, possiamo aprirci anche al nuovo, senza alcun timore. Le attività che attraggono clientela portano vantaggi a tutti».
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