La manifestazione
La bidella non c'è, in aula non si entra
Barbara Antoni
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La scuola materna di Nozzano in via di Balbano e la sindacalista della Cgi scuola Marcella Zani Babbi all'attacco: «Questa scuola è disorganizzata»
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LUCCA. La bidella fa sciopero e la scuola rimane chiusa perché nessun altro, oltre lei, ha le chiavi. Per 84 bambini è un giorno di vacanza forzata. Per i rispettivi genitori, l'episodio è motivo di disappunto e protesta: domandano perché, con uno sciopero annunciato, la scuola non si è organizzata. Succede a Nozzano, alla locale scuola materna. Alle 8,15 di ieri la porta di ingresso è insolitamente chiusa. Alcuni bimbi, per mano ai genitori, aspettano. Arrivano alcune insegnanti, che annunciano di avere interpellato la dirigente, «ma la bidella non c'è, probabilmente è in sciopero, nessuno ha le chiavi dell'edificio e non possiamo entrare a scuola», viene riportato. Chi è già arrivato con il proprio figlio fa dietrofront, idem chi arriva dopo. Niente scuola; i genitori si domandano come un fatto del genere possa accadere. Tantopiù che lo sciopero (quello generale indetto dalla Fiom Cgil, al quale si sono associati i lavoratori di scuola e università) era annunciato (infatti gli scuolabus che portano parte dei bimbi non avevano fatto servizio, come accade ad ogni sciopero per il personale scolastico). Uno dei genitori sconcertati è Marco Giannotti. «Mi pare grottesco - dice - che se manca la bidella la scuola debba rimanere chiusa. La bidella potrebbe avere scioperato, ma anche essersi sentita male o aver avuto un incidente. Nessuno ha le chiavi della scuola oltre lei? Mi pare che ci sia un difetto di organizzazione. Nessuna, tra le insegnanti, ha avuto il buonsenso di dire "le chiavi vado a prenderle io"». Altro genitore scioccato è Mario Paganelli. «Mi stupisco anche del fatto - afferma - che le autorità scolastiche, di fronte a uno sciopero preannunciato, non abbiano predisposto un piano per consentire che tutti gli edifici scolastici fossero accessibili, magari con chiavi doppie disponibili per il personale non scioperante». Silvana Miraglia, dirigente scolastico del secondo circolo e reggente del settimo (di cui fa parte la materna di Nozzano), si giustifica dicendo che la scuola è rimasta chiusa «per lo sciopero dei bidelli». Ma poi, a domanda specifica sul perché le chiavi non siano state affidate anche al corpo docente, risponde che «c'è stato un disguido fra gli insegnanti. Chi non ha scioperato mi ha avvisato che la scuola era chiusa, ho detto "le chiavi ve le porto io" ma nel frattempo i genitori hanno portato via i bambini. Si è creata un po' di confusione - ammette Silvana Miraglia - nella gestione dello sciopero. Ieri (giovedì, ndr) avevo detto alla capoplesso di venire a prendere le chiavi ma non si è presentata. Approfondirò la questione». «La responsabilità delle chiavi di una scuola è del dirigente scolastico - dice Marcella Zani, della Cgil scuola -, che può delegare un collaboratore scolastico o un insegnante ad aprirla. Ma si deve organizzare per tempo. L'insegnante può anche rifiutare il compito; in questo caso è il dirigente che se ne fa carico. Credo che il problema di Nozzano sia nato da cattiva organizzazione». Ma, aggiunge Zani, l'episodio è anche una delle tante conseguenze dei tagli alla scuola. «In provincia di Lucca - spiega la sindacalista - su 66 istituti, 13 non hanno dirigente scolastico. E questo comporta che 26 dirigenti siano a mezzo servizio su due istituti. Se l'anno prossimo altri dirigenti andranno in pensione e non verranno rimpiazzati, di questi episodi ne vedremo tanti».
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