Sicurezza
Il Pd attacca «La nostra assemblea non ha mai deciso cifre»
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LUCCA. «L'assessore alla cultura comunica che la giunta, recependo "le indicazioni del consiglio comunale", ha previsto lo stanziamento di 1 milione e 600 mila euro per il teatro del Giglio nel 2011. Sarebbe bene che l'assessore spiegasse quando il consiglio comunale ha stabilito di trasferire al Giglio la cifra. Anche perché - siamo a fine gennaio, e quindi in ritardo - del bilancio di previsione del Comune per il 2011 non c'è traccia». Il presidente del gruppo Pd in consiglio Alessandro Tambellini è su tutte le furie per l'annuncio dato dall'assessore Letizia Bandoni (cultura). Tambellini aggiunge che «farebbe piacere conoscere i due ultimi bilanci consuntivi (2009 e 2010) dell'Azienda speciale (il Giglio, ndr), in modo che sull'uso delle risorse disposto dal consiglio d'amministrazione del teatro si potessero conoscere i dati e su di essi ragionare». Tambellini chiede anche all'assessore Bandoni di spiegare «perchè l'indirizzo del consiglio comunale del 20 dicembre 2010, relativo all'azzeramento del cda del teatro e della direzione artistica (la carica di direttore generale era in scadenza il 31 dicembre scorso) è stato finora completamente disatteso. Anzi, l'assessore pone le premesse perchè l'attuale condizione si prolunghi a tempo indeterminato, seguitando a consolidare la situazione dopo le "annunciate" collaborazioni con La Pergola di Firenze e il Teatro dell'Opera di Roma. Annunciate, perché non è dato sapere quanto vi sia di realizzato al di là delle mere intenzioni». Altrettanto si dica del progetto pucciniano «anch'esso annunciato all'indomani della sfiducia al cda - prosegue Tambellini -. Se qualcuno ne sa qualcosa batta un colpo. Se poi l'assessore ha elementi validi in mano, venga in consiglio comunale e chiarisca, visto che in aula dovrà pur venire quando si terrà l'ennesimo consiglio comunale straordinario, che sul Giglio che abbiamo richiesto». Quanto allo statuto della futura Fondazione, «ricordiamo che una bozza esiste dal 2005: si tratta di rivederla, perchè quello schema di fondazione prevedeva troppa testa (cioè troppo personale nelle figure di vertice) rispetto al corpo del teatro. Ci sembra che - conclude Tambellini - il lavoro dell'assessore, in questi ultimi frangenti, non giovi a nessuno: né al teatro (e quindi alla vita culturale della città) né al consiglio comunale. Serve solo a imbalsamare situazioni, che per la loro insufficienza non sono più prorogabili».
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