Italia
Il Boccherini chiede aiuto
Rossella Lucchesi
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Tanti progetti per il futuro e innumerevoli necessità per il presente. Ma con risorse economiche ridotte al lumicino che fanno temere la perdita di qualità e prestigio acquisiti nel tempo. Questo il ritratto dell'Istituto Boccherini, uno dei più quotati della Toscana che oggi si trova ad affrontare un momento critico a causa dei recenti tagli alla cultura imposti dalle leggi statali. Al Boccherini sono stati sottratti ben 180mila euro l'anno, regolarmente erogati fino al 2009.
«Una cifra notevole che mette in seria difficoltà il nostro istituto che dal primo novembre scorso, con la piena attuazione della legge 508 dei conservatori, ha assunto ufficialmente il titolo di Università della Musica - dice il direttore Gianpaolo Mazzoli, visibilmente preoccupato per il futuro del conservatorio che annovera tra i suoi allievi celebrità del calibro di Giacomo Puccini, Alfredo Catalani, Gaetano Luporini e lo stesso Luigi Boccherini -. L'assenza del supporto statale avrà serie ripercussioni. E a pagarne il prezzo sarà tutta la comunità. In primis gli studenti che vedranno preclusi i meritati sbocchi professionali e la possibilità per alcuni di intraprendere una carriera importante». Quanto ai docenti dovranno affrontare molte difficoltà legate a progetti e insegnamento. A partire dalla didattica che, con il nuovo ordinamento, ha subito un cambiamento epocale che ha completamente rivoluzionato la vecchia struttura. «Con i nuovi corsi preaccademici e le novità per accedere alla parte universitaria sarà necessario istituire figure professionali che possano seguire meglio gli studenti nel triennio e nei corsi base - aggiunge Mazzoli ricordando l'aumento degli iscritti che quest'anno sono circa cinquecento -. Senza dimenticare che dal novembre scorso si sono aggiunte le cattedre di percussioni e chitarra classica. «Insomma maggior impegno lavorativo per minori risorse che, per far fronte alle diverse esigenze, ci costringono ad attingere a quelle interne, sempre più esigue e insufficienti». Alla Regione è stato quindi chiesto sostegno, come del resto avviene anche per istituti musicali privati.
È da concordare un piano economico che consenta di rispettare lo statuto di alta formazione artistica musicale, che impone loro una programmazione artistica. L'attività del Boccherini prosegue comunque con entusiasmo, malgrado le difficoltà. E si guarda lontano, visto che energie e professionalità non mancano. Tra i progetti più ambiziosi spiccano gli scambi culturali internazionali che, secondo il direttore, dovrebbero essere largamente ampliati poichè «l'università della musica si connota sulla base di rappresentanze internazionali e la musica stessa conosce un solo linguaggio, quello mondiale. Prosegue inoltre il programma Erasmus che finora ha coinvolto decine di ragazzi con ottimi risultati». Mentre si augura che vengano sciolti i nodi del teatro del Giglio, al quale il Boccherini è legato storicamente, il direttore si dice soddisfatto dei rapporti con il Comune, con il sostegno del quale l'istituto organizza una serie di eventi di rilievo. Come la rassegna Open, un calendario che parte da aprile per concludersi a dicembre e che nel primo anno di programmazione ha riscosso notevole successo tanto da indurre gli organizzatori ad ampliare il cartellone. «Ci auguriamo - conclude il direttore - che le istituzioni nazionali tengano conto dell'importanza del nostro conservatorio che, in seguito alla recente transazione con il Comune ha dovuto organizzarsi in maniera autonoma, sia dal punto di vista gestionale che amministrativo e che ci venga incontro con l'impiego di maggiori risorse. Anche perchè, con la prossima riapertura della casa di Puccini, intendiamo offrire il nostro contributo organizzando eventi di qualità degni della città che gli ha dato i natali».
«Una cifra notevole che mette in seria difficoltà il nostro istituto che dal primo novembre scorso, con la piena attuazione della legge 508 dei conservatori, ha assunto ufficialmente il titolo di Università della Musica - dice il direttore Gianpaolo Mazzoli, visibilmente preoccupato per il futuro del conservatorio che annovera tra i suoi allievi celebrità del calibro di Giacomo Puccini, Alfredo Catalani, Gaetano Luporini e lo stesso Luigi Boccherini -. L'assenza del supporto statale avrà serie ripercussioni. E a pagarne il prezzo sarà tutta la comunità. In primis gli studenti che vedranno preclusi i meritati sbocchi professionali e la possibilità per alcuni di intraprendere una carriera importante». Quanto ai docenti dovranno affrontare molte difficoltà legate a progetti e insegnamento. A partire dalla didattica che, con il nuovo ordinamento, ha subito un cambiamento epocale che ha completamente rivoluzionato la vecchia struttura. «Con i nuovi corsi preaccademici e le novità per accedere alla parte universitaria sarà necessario istituire figure professionali che possano seguire meglio gli studenti nel triennio e nei corsi base - aggiunge Mazzoli ricordando l'aumento degli iscritti che quest'anno sono circa cinquecento -. Senza dimenticare che dal novembre scorso si sono aggiunte le cattedre di percussioni e chitarra classica. «Insomma maggior impegno lavorativo per minori risorse che, per far fronte alle diverse esigenze, ci costringono ad attingere a quelle interne, sempre più esigue e insufficienti». Alla Regione è stato quindi chiesto sostegno, come del resto avviene anche per istituti musicali privati.
È da concordare un piano economico che consenta di rispettare lo statuto di alta formazione artistica musicale, che impone loro una programmazione artistica. L'attività del Boccherini prosegue comunque con entusiasmo, malgrado le difficoltà. E si guarda lontano, visto che energie e professionalità non mancano. Tra i progetti più ambiziosi spiccano gli scambi culturali internazionali che, secondo il direttore, dovrebbero essere largamente ampliati poichè «l'università della musica si connota sulla base di rappresentanze internazionali e la musica stessa conosce un solo linguaggio, quello mondiale. Prosegue inoltre il programma Erasmus che finora ha coinvolto decine di ragazzi con ottimi risultati». Mentre si augura che vengano sciolti i nodi del teatro del Giglio, al quale il Boccherini è legato storicamente, il direttore si dice soddisfatto dei rapporti con il Comune, con il sostegno del quale l'istituto organizza una serie di eventi di rilievo. Come la rassegna Open, un calendario che parte da aprile per concludersi a dicembre e che nel primo anno di programmazione ha riscosso notevole successo tanto da indurre gli organizzatori ad ampliare il cartellone. «Ci auguriamo - conclude il direttore - che le istituzioni nazionali tengano conto dell'importanza del nostro conservatorio che, in seguito alla recente transazione con il Comune ha dovuto organizzarsi in maniera autonoma, sia dal punto di vista gestionale che amministrativo e che ci venga incontro con l'impiego di maggiori risorse. Anche perchè, con la prossima riapertura della casa di Puccini, intendiamo offrire il nostro contributo organizzando eventi di qualità degni della città che gli ha dato i natali».
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