La manifestazione
Una centrale energetica nell'ex Forte
Arianna Bottari
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Larea ex Forte Potrebbe bruciare 20mila tonnellate l'anno di oli vegetali
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CAPANNORI. Una centrale energetica alla ex A. Forte, alimentata da 57 tonnellate al giorno di oli vegetali ed esausti. La denuncia arriva da Liano Picchi, ex consigliere comunale di Capannori, che si dice allarmato per questo nuovo progetto privato che minaccia un'area già fortemente provata da un polo industriale di notevoli dimensioni ed impatto ambientale. Al momento nessun permesso di tipo urbanistico è stato richiesto al Comune di Capannori. Le autorizzazioni sul tipo di attività industriale, invece, spetterebbero alla Provincia. L'area del Frizzone dove aveva sede l'azienda A.Forte, situata al confine tra i Comuni di Capannori e Porcari, torna ad essere oggetto di attenzioni da parte di industrie ad alto impatto ambientale. Lo sostiene Liano Picchi, che prosegue: «C'è il tentativo da parte di un'azienda privata di insediarvisi per produrre energia elettrica da vendere ad Enel bruciando oltre 57 tonnellate al giorno di oli vegetali ed oli esausti (ovvero 20mila tonnellate all'anno). Stando alle dichiarazioni della stessa azienda richiedente dovrebbe produrre una quantità di energia elettrica pari al fabbisogno medio di circa 27mila famiglie. Questo - aggiunge Picchi con evidente preoccupazione - ci fa capire la potenzialità dell'impianto e la quantità delle emissioni. Ancora una volta si andrebbe a produrre emissioni inquinanti a ridosso di due Comuni già fortemente compromessi e in una zona dichiarata già molti anni addietro dalla Regione ad alto rischio ambientale». Secondo l'ex consigliere comunale è giunta l'ora di invertire la tendenza e risanare quest'area già fortemente compromessa. «Non è pensabile - spiega - che un comune ove si è dovuto ricorrere, per ridurre le emissioni nell'aria e salvaguardare la salute dei cittadini, a un'ordinanza impopolare che obbligava le famiglie a spegnere i caminetti a legna, possa poi permettersi il lusso di incrementare le emissioni con nuovi insediamenti industriali ad alto impatto come sono quelli basati sulla combustione di biomasse e peggio ancora oli esausti - conclude Picchi -. La Provincia, da parte sua, deve una volta per tutte chiarire se è il Parco archeologico che vuole, o nuove industriale altamente inquinanti, che altrove rigettano. È con queste che si vogliono accogliere i turisti che arrivano a Capannori?». «Al momento non ci è pervenuta alcuna richiesta per un'attività di questo genere». Così gli assessori capannoresi all'urbanistica, Claudio Ghilardi, e alle attività produttive, Maurizio Vellutini. «Da precisare, però - aggiungono - che le autorizzazioni di nostra competenza sono puramente urbanistiche. Tutto il resto, comprese le valutazioni di impatto ambientale, spettano alla Provincia», ha precisato Ghilardi.
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