Il dolore
Negozi di vicinato, regole chiare
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Lassessore al commercio Filippo Candelise Nuovo summit sulla questione dei bagni
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LUCCA. Al vaglio martedì le modifiche al nuovo regolamento dei pubblici esercizi: tecnici, amministratori e associazioni di categoria valuteranno la riformulazione dell'articolo 17 per negozi di vicinato e alimentari. All'ordine del giorno anche la questione della cancellazione del termine "etnico" per gli esercizi non ammessi nel centro storico, come aveva richiesto l'Unione Europea. «Sull'articolo 17 occorre fare chiarezza - dice Emanuele Pasquini, direttore della Confesercenti -. A seconda delle tipologie di attività, i commercianti hanno oneri, tariffe e costi diversi da sostenere ed è quindi logico auspicare il rispetto regole che distinguono i pubblici esercizi dai negozi di vicinato e dagli alimentari. Comprendiamo le difficoltà che ci sarebbero per questi ultimi di dotarsi di servizii igienici entro il 7 febbraio, come prevede la normativa, ma la possibilità di poter evitare questo adempimento deve essere strettamente legata alla certezza che in quei locali si fa solo somministrazione non assistita». Non possono insomma essere bar o ristoranti mascherati. La questione - anche in termini di concorrenza - si pone per le associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, sollecitate da diversi iscritti che contestano la presenza di sedie, tavoli e a volte anche strutture all'aperto in negozi che non sono pubblici esercizi. «Si sono spesso aggirate le norme - aggiunge Pasquini - utilizzando "funghi" o botti al posto di tavoli, sgabelli al posto di sedie e via dicendo. Nella modifica dell'articolo 17 chiediamo allora che sia recepito il concetto di "seduta", esclusa nei negozi di vicinato dove i prodotti già pronti (anche se cucinati) possono essere consumati solo su mensole e con stoviglie e bicchieri usa e getta. In caso di esclusivo consumo breve, con questa tipologia, si può anche accettare che l'esercizio non abbia il bagno». La richiesta è stata sostanzialmente accolta dall'amministrazione comunale, ma occorre un approfondimento: «Nella nuova riunione della commissione, martedì, i tecnici valuteranno la sostenibilità normativa della modifica - dice l'assessore Filippo Candelise -. Una volta definito, il nuovo provvedimento andrà in giunta e poi in consiglio comunale». I tempi dovrebbero essere brevi per evitare sanzioni dal 7 febbraio in poi. Ieri mattina la conferenza dei capigruppo ha deciso di lasciare spazio nell'ordine del giorno della seduta del consiglio comunale del 7 febbraio per l'approvazione delle modifiche al regolamento dei pubblici esercizi, in modo da scongiurare le multe. Ma prima il provvedimento dovrà passare in giunta e in commissione.
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