Il Tirreno

Lucca

Mezzo milione per casa Puccini

La casa natale di Giacomo Puccini in corte San Lorenzo e, sotto, un allestimento di Tosca, una delle opere più note del Maestro
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La casa natale di Giacomo Puccini in corte San Lorenzo e, sotto, un allestimento di Tosca, una delle opere più note del Maestro

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LUCCA. Uno dei pezzi più importanti del museo sarà il pianoforte del Maestro. Ma non sarà l'unico cimelio a raccontare la storia e la gloria di Giacomo Puccini, nato in corte San Lorenzo nel 1858. La Fondazione Crl, infatti, oltre a spendere mezzo milione per restaurare la casa natale del compositore (appena acquistata dalla nipote del Maestro) tirerà fuori dalla cassaforte pezzi rari o unici.

Uno su tutti, il libretto originale di Tosca, con le annotazioni di Puccini sui cambiamenti apportati al dramma di Victorien Sardou e con alcuni accenni musicali vergati dal compositore.  Prima di arrivare a esporre i cimeli, però, deve essere ultimato il recupero dell'appartamento, iniziato dalla Fondazione Puccini e interrotto con il contenzioso per la proprietà dell'immobile. Da qui verranno ripresi, conferma Franco Mungai, responsabile dell'ufficio tecnico della Fondazione Crl: «L'immobile - esordisce - è già stato consolidato dal punto di vista strutturale, avendo avuto problemi di staticità. Per posizionare longarine e tiranti sono stati smontati i pavimenti originali, in mattonelle, che dovranno essere riposizionati. Ugualmente, dovranno essere ripresi i decori alle pareti che, probabilmente, risalgono alla fine del '700 o al massimo, all'inizio dell'800, pochi decenni dopo l'arrivo a Lucca da Celle della famiglia Puccini». In due stanze, inoltre, dovrà essere ripristinato il controsoffitto, tolto al momento dei lavori di consolidamento e, inoltre, dovranno essere ultimati gli impianti elettrico, idraulico e di riscaldamento: «A questo proposito - osserva Mungai - la Fondazione ha deciso di affidare gli interventi alle imprese che già avevano iniziato a lavorare sulla casa del Maestro». Questo, almeno, vale per gli interventi in parte già realizzati. Sono previsti, però, anche un impianto di diffusione «e soprattutto - sottolinea Mungai - un impianto di videosorveglianza, che consenta a una persona sola, posizionata alla consolle di controllare quello che avviene nelle varie stanze della casa. Se non adottassimo questo sistema, ci vorrebbe uno staff infinito per controllare il museo che, invece, d'accordo con la Fondazione Puccini, vorremmo tenere aperto con un paio di persone». Non prima, però, di aver risistemato anche gli infissi e di aver ultimato l'allestimento, secondo il progetto dell'architetto Glauco Borella della Sovrintendenza che punta a valorizzare oggetti, ma anche documenti, lettere, spartiti di proprietà delle due fondazioni. «Intanto - elenca Mungai - all'ingresso del museo ci sarà un banco di accoglienza dove si potrà trovare una guida in due lingue (italiano e inglese) sulla casa museo, che pubblicheremo per la riapertura, prevista per Santa Croce. Verrà, inoltre, realizzata in tutta la casa un'illuminazione studiata e saranno realizzate anche le nuove teche per l'esposizione dei documenti, secondo le indicazioni della Fondazione Puccini alla quale la Fondazione Crl affiderà la casa in gestione per 25 anni». 

Certo è che la Fondazione Crl metterà a disposizione tutto il materiale che possiede per lanciare il museo, compreso lo spartito originale della Rondine e varie lettere. Ma solo quando il museo sarà finito: i lavori dovrebbero iniziare fra un paio di mesi, non appena sarà perfezionato il contratto di acquisto, con la rinuncia degli enti pubblici a esercitare il diritto di prelazione sulla casa.

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