Finanza
Mensa, muro contro muro
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Una assemblea dei genitori sul caro mensa Tensioni alla vigilia del confronto pubblico di domani sera
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LUCCA. Muro contro muro tra comitato dei genitori contro il caro mensa e l'amministrazione comunale in vista del confronto pubblico di domani sera alla Croce Verde. Il comitato contesta le restrizioni che mirano a far cessare lo sciopero del panino, il consigliere comunale di maggioranza Giancarlo Ramacciotti (Pdl) censura invece le modalità della protesta. Il comitato ricorda che l'adesione dei genitori è massiccia e che si è estesa a 50 scuole dalle 18 di dicembre. «La partecipazione al "panino day" - aggiunge il comitato - hanno riguardato dall'80 al 100% dei bambini presenti a scuola. Un esempio: il 19 gennaio, data in cui si è registrata la partecipazione di 1446 alunni su 1650 stimati presenti nei 18 istituti dove quel giorno era prevista l'adesione. Non crediamo, alla luce di questi numeri, che la contestazione si possa dire circoscritta a poche famiglie». I genitori negano di voler boicottare il "buono pasto caldo"; dicono invece di voler dimostrare all'amministrazione la misura del dissenso sul caro mensa, che non ritengono percepita nel modo giusto. Criticano poi l'assessore Buonriposi per l'incorenza tra la presa d'atto che ci sono cose che non vanno e gli atti conseguenti. In particolare il comitato contesta la strategia per fermare lo sciopero del panino: «Nelle segreterie dei circoli didattici stanno giungendo disposizioni scritte che riguardano il preavviso che i genitori dovrebbero dare in merito alla scelta di mandare il proprio figlio a scuola con un pasto alternativo. Si cerca di impedire la legittima contestazione da parte delle famiglie e questa volta, non bastando le minacce di chiusura del servizio di refezione, lo si fa coinvolgendo a pieno titolo le segreterie ed i dirigenti scolastici. Oltre tutto le modalità di preavviso non sono chiare, risulterebbero valide diverse opzioni, fra le quali invio di fax, di e-mail, telefonate ad un numero attivo in un certo orario, ma anche formulazione di richiesta scritta alle segreteria del circolo. Insomma pur di evitare la riproposizione del panino a mensa attraverso magari un sincero e costruttivo confronto fra le parti, si moltiplicano invece i disagi per le famiglie». La posizione del comitato è però contestata dal consigliere Ramacciotti, secondo il quale «la forma di protesta usa i bambini, li espone e li sottopone a situazioni pericolose per la salute, e a una vera "discriminazione" tra chi mangia a mensa e chi no. La seconda grave conseguenza di questa situazione, è il danno economico che colpisce tutta la cittadinanza: il comune si è impegnato a pagare alla ditta che fornisce i pasti, una quota fissa, purchè coloro che non usufruiscono della mensa non superino il 10% della popolazione scolastica. In caso contrario, come adesso, il deficit maturato dall'amministrazione si aggira sugli 80.000 euro, che paghiamo tutti. L'amministrazione ha fatto sforzi notevoli per venire incontro ai genitori. Sono state abbassate le tariffe, sono stati rivisti gli indici di benessere, ma soprattutto non si scatterà più nella fascia massima, nemsì in quella superiore di 3,90 euro. L'aumento dunque si ridurrà di fatto a pochi centesimi per le fasce medio-basse e a un euro o poco più per le fasce benestanti della popolazione. Sebbene il momento sia difficile e lo capisco bene, non saranno certo queste piccole somme a mettere in crisi il budget familiare». Per Ramacciotti «scatenare un putiferio per un simile provvedimento è francamente incredibile. Mi auguro che dietro queste forme di protesta non si nascondano intenti politici».
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