Il Tirreno

Lucca

Da maggio andrà segnalato chi fa acquisti a partire da 3600 euro

Gli orafi temono un calo di vendite

Una gioielleria
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Una gioielleria

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 LUCCA. C'è preoccupazione tra gli orafi per le nuove normative sulle vendite ai privati, con l'obbligo di trasmettere gli estremi fiscali di chi effettua acquisti d'importo pari o superiore a 3.600 euro. Si teme un crollo degli affari.  La norma entrerà in vigore dal 1º maggio. «Chi fa acquisti importanti - spiega in una nota la la Federdettaglianti orafi Confcommercio - spesso desidera la massima riservatezza, per motivazioni non di carattere fiscale. Se non la trova da noi, questa riservatezza, andrà a cercarla altrove. Basta analizzare le dinamiche commerciali del nostro settore per scoprire che la clientela, per acquisti di elevato valore, è disponibile a una grande mobilità. E' dunque probabile, per esempio, che a fronte delle nuove regole molti clienti si orientino verso commercianti disinvolti o verso Paesi che prevedono condizioni più semplificate delle nostre».  Secondo l'Ascom c'è il rischio concreto che, per il doveroso contrasto all'illegalità, si possano incentivare comportamenti scorretti da parte dei consumatori finali e ciò finisca per provocare sensibili contrazioni del fatturato proprio agli esercizi italiani in regola. «La categoria che rappresentiamo - prosegue la nota - è consapevole della necessità di una sempre maggiore efficacia del fisco ed è disponibilissima a fare la sua parte, ma ha forti difficoltà ad accettare ruoli di controllo che dovrebbero competere esclusivamente alla mano pubblica».

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