Il dolore
Il dato è emerso nel confronto in commissione sul caso del caro mensa nelle scuole
Pasti non consumati per 75mila euro
Nadia Davini
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Un incontro tra genitori e amministratori comunali Il Comune paga comunque il pranzo cucinato dal centro cottura
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LUCCA. Ogni decisione concreta e, forse, risolutiva è rimandata all'assemblea pubblica di giovedì, quando i genitori del comitato "protesta caro mensa" incontreranno i cittadini, l'assessore Buonriposi e gli altri consiglieri comunali. Intanto le commissioni sociale e cultura si sono incontrate ieri pomeriggio a Palazzo Santini. Ancora una volta erano presenti alcuni rappresentanti del comitato in protesta da mesi contro l'amministrazione per l'aumento del costo dei buoni pasto (passato da un anno all'altro da 3,10 euro a 4,40 euro per la fascia massima, quella in cui ricade l'80 per cento delle famiglie lucchesi che hanno il figlio alla scuola materna o a quella elementare). E ancora una volta sono state discusse modalità e proposte, per giungere alla conclusione che in questo momento c'è bisogno di trovare una soluzione condivisa e confrontata con i genitori, che risolva al più presto la situazione attuale. Eliminazione o comunque forte rivisitazione degli indicatori di benessere (consumo medio di luce e gas), innalzamento della fascia media (in modo da essere portata a 16mila euro) e sospensione del conguaglio, con conseguente creazione di un tavolo permanente di confronto tra comitato, commissione comunale e amministrazione: è quanto sostengono i consiglieri di Governare Lucca, Pd, Federazione della Sinistra e Forza Lucca. Nel frattempo, su creazione della commissione stessa, partirà il gruppo di lavoro, formato dai consiglieri Sichi (FdS), Baudone (Fl), Buchignani (Pdl), Leone (Pd) e Garbini (Udc), che seguirà la questione delle mense dal punto di vista della qualità del cibo somministrato: a breve i consiglieri si recheranno in varie scuole per assaggiare il cibo servito. «Certamente - dice la consigliera del Pd, Teresa Leone - la lettera che il comune sta mandando alle scuole dove si dice che i genitori devono avvisare il giorno prima, per telefono o per fax, qualora il proprio figlio non facesse uso della mensa crea un'ulteriore contrapposizione con le famiglie e un'ulteriore motivo di tensione». Ed è sostanzialmente uno il dato concreto che emerge da questi mesi di protesta e di panini days: i pasti non utilizzati a dicembre sono stati 11.600, mentre a gennaio poco più di 5mila, per un corrispettivo di circa 75mila euro. Soldi che l'amministrazione (e quindi i cittadini) dovrà pagare alla ditta che gestisce il servizio di refezione nelle scuole. «Un motivo in più - commentano i consiglieri - per arrivare a una soluzione in tempi brevi e prendere nuove misure per l'anno prossimo. Soluzione che, tra l'altro, doveva già essere stata trovata, proprio per evitare tutto questo spreco di cibo e di denaro». Per giovedì è ora in programma l'incontro alle 20,30 nella sede della Croce Verde di su viale Castracani tra genitori e assessoreBuonriposi. Torna il coordinamento. Sempre nel mondo della scuola da registrare il ritorno del coordinamento con un'iniziativa pubblica sabato dalle ore 15 alla Pia Casa. Obiettivo fare il punto su alcuni degli aspetti negativi più importanti che la riforma della scuola pubblica, voluta dall'attuale governo e dal ministro Gelmini, hanno comportato rendendo più difficile, con i tagli al personale e ai fondi, il processo educativo e socializzazione. In particolare si parlerà della logica della valutazione (sistema Invalsi), che «si cerca di affermare nella scuola, rendendola così estremamente selettiva ed escludente, come se il primo compito della scuola pubblica non fosse la valorizzazione delle capacità e delle potenzialità di ciascun alunno e delle drammatiche situazioni che i tagli indiscriminati hanno comportato nei confronti degli alunni diversabili che rappresentano, ovviamente, i soggetti più deboli all'interno del processo educativo della scuola». Così scrivono i rappresentanti del coordinamento lucchese genitori, studenti e insegnanti per la scuola pubblica bene comune. Sulla realtà degli studenti disabili, poi, il coordinamento presenterà un proprio rapporto. Si esaminerà anche il caso dei bambini della scuola materna di Tempagnano.
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