Sicurezza
Camorra, lucchese nei guai per riciclaggio
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Il pm chiede tre anni di reclusione per un lucchese Il pm chiede la condanna a tre anni per un traffico di auto rubate e rivendute
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LUCCA. Il sostituto procuratore Ettore Squillace della Direzione distrettuale antimafia ha chiesto ieri la condanna a tre anni di reclusione per ricettazione e riciclaggio nei confronti di Alberto Tradii, lucchese di 39 anni. Il processo davanti al Tribunale di Prato è uno stralcio dell'inchiesta che nel maggio 2009 portò in carcere lo stesso Tradii insieme a Mario Papale, Rosa Iacomino e altre cinque persone, accusate a vario titolo di riciclare a Prato i guadagni della camorra, in particolare del clan Mazzarella, tramite i fratelli Luigi e Salvatore Mocerino: un milione di euro realizzato col traffico di eroina. Alberto Tradii, difeso dall'avvocato Antonio Simoncelli, si è sempre proclamato innocente e in qualche misura ha convinto il pubblico ministero, che ne ha chiesto l'assoluzione per il riciclaggio del denaro (non ci sarebbero elementi sufficienti per provare che l'imprenditore, gestore della Luxury Trading in città, fosse consapevole della provenienza illecita del denaro), ma ha insistito per la condanna per un traffico di auto rubate e rivendute in Spagna. Alberto Tradii era in contatto anche con quel Salvatore Orabona di Trentola Ducenta contro il quale fu organizzato un agguato a colpi di pistola filmato nel corso di un'altra inchiesta: le immagini, col sottofondo di musica folk, fecero scalpore e furono riprese dalle principali emittenti televisive nazionali. La sentenza per Tradii è attesa il prossimo 28 marzo. P.N.
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