La manifestazione
La città al 98º posto
Tasse comunali a Lucca si paga poco
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LUCCA. Lucca è fra le città italiane e toscane dove i cittadini sono meno tartassati dalle tasse comunali e pagano meno rispetto alla media nazionale. A stabilirlo è un'indagine del prestigioso centro studi del Cgia di Mestre, elaborata sui dati del 2010 forniti dal Ministero dell'Interno, che vede la nostra città al 98º posto su scala nazionale per le entrate tributarie, su un campione di 117 Comuni capoluogo.Sono infatti solo 269 gli euro che ogni cittadino paga alle casse del Comune, ben 112 euro in meno, rispetto alla media nazionale dei Comuni che incassano dai propri residenti ben 381 euro pro capite. «È una delle poche volte che fa piacere essere in fondo a una classifica - sottolinea il sindaco Mauro Favilla -, in questa graduatoria, in fatti, chi sta in fondo paga tasse più basse.
Il dato conferma la volontà dell'amministrazione comunale nel mantenere leggera la pressione fiscale locale, malgrado le ristrettezze che ci impone il bilancio e alla luce di un anno in cui l'economia corre tempi difficili anche su scala nazionale. Abbiamo ugualmente mantenuto l'impegno preso con la città di contenere le tasse locali, anche se qualche adeguamento, per forza di cose è stato necessario, senza però tagliare i servizi». A questo, aggiunge il sindaco, «si va ad aggiungere un contenimento dei costi della politica che sin dall'inizio del mandato il Comune ha realizzato, uniformando, per esempio, tutti i compensi dei Cda e delle presidenze, che saranno ulteriormente abbassati in questo 2011, visto che sono state decurtate quasi dell'7% le indennità di sindaco e assessori, sulla base delle quali si calcolano i rimborsi dei presidenti delle municipalizzate, con un risparmio di diverse migliaia di euro per le casse comunali». «Un dato particolarmente indicativo - sottolinea Giovanni Pierami, assessore alle finanze - perché tiene anche conto dell'addizionale comunale dell'Irpef: nel 2010 l'amministrazione ha deciso di innalzare la soglia di esenzione fino a 13 mila euro, mille euro in più rispetto al 2009, e anche l'Ici, rimasta invariata, è una delle aliquote più basse di tutta Italia».
Il dato conferma la volontà dell'amministrazione comunale nel mantenere leggera la pressione fiscale locale, malgrado le ristrettezze che ci impone il bilancio e alla luce di un anno in cui l'economia corre tempi difficili anche su scala nazionale. Abbiamo ugualmente mantenuto l'impegno preso con la città di contenere le tasse locali, anche se qualche adeguamento, per forza di cose è stato necessario, senza però tagliare i servizi». A questo, aggiunge il sindaco, «si va ad aggiungere un contenimento dei costi della politica che sin dall'inizio del mandato il Comune ha realizzato, uniformando, per esempio, tutti i compensi dei Cda e delle presidenze, che saranno ulteriormente abbassati in questo 2011, visto che sono state decurtate quasi dell'7% le indennità di sindaco e assessori, sulla base delle quali si calcolano i rimborsi dei presidenti delle municipalizzate, con un risparmio di diverse migliaia di euro per le casse comunali». «Un dato particolarmente indicativo - sottolinea Giovanni Pierami, assessore alle finanze - perché tiene anche conto dell'addizionale comunale dell'Irpef: nel 2010 l'amministrazione ha deciso di innalzare la soglia di esenzione fino a 13 mila euro, mille euro in più rispetto al 2009, e anche l'Ici, rimasta invariata, è una delle aliquote più basse di tutta Italia».
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