Proteste
Altri 90 ricorsi da parte dei precari
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Unassemblea di docenti (foto darchivio) I docenti rimasti senza lavoro si rivolgono al giudice
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LUCCA. Si susseguono i ricorsi al giudice del lavoro da parte dei docenti precari. Altri 90 sono stati presentati dai Cobas della scuola, che per primi in provincia avevano presentato già questa estate 20 ricorsi sia per l'immissione in ruolo che per il riconoscimento degli scatti di anzianità ai precari, per i quali è stata già fissata la prima udienza il 24 maggio. L'udienza sarà decisiva per capire l'orientamento del giudice del lavoro. Tramite gli avvocati Guercio e Lorenzetti gli altri 90 ricorsi sono stati depositati in questi giorni. Allo stato sono due le sentenze (Siena e Padova) favorevoli per l'immissione in ruolo e 8 per il riconoscimento degli scatti (Livorno, Tivoli, Civitavecchia, Salerno e Treviso, Padova, Pisa e Viterbo). La sentenza del giudice del lavoro di Siena ha previsto che «il terzo contratto stipulato dalla parte ricorrente si è convertito - come avviene già nel privato - in contratto di lavoro a tempo a tempo indeterminato». Il giudice del lavoro di Padova si è pronunciato a favore di 30 docenti precari, che avevano lavorato per almeno tre anni con nomina dell'Usp, riconoscendo loro «il diritto a veder trasformato il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, con il conseguente riconoscimento del diritto alla progressione di carriera». Per i giudici del lavoro di Siena e Padova deve essere dunque applicata nella scuola e nel pubblico impiego la normativa comunitaria che prevede l'assunzione a tempo indeterminato dopo tre contratti annuali.
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