La manifestazione
Pet Therapy al via, con i cani si curano problemi psichici
◗
Un cane addestrato per lassistenza alle persone con handicap 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ripartita l'esperienza della Pet Terapy, già portata avanti nel periodo gennaio-giugno 2010. L'azienda Usl 2 ha riproposto un nuovo progetto di "Pet-Therapy per soggetti disabili", coordinato come quello precedente dal dottor Stefano Giurlani, veterinario dell'azienda sanitaria lucchese. Attivato e realizzato per il primo periodo grazie ai contributi della fondazionie CdR e Banca del Monte il progetto continua anche in questo 2011. È stata data infatti continuità all'iniziativa, grazie anche ad una convenzione con la delegazione provinciale di Lucca della Croce Rossa, che si attiverà a questo scopo con la propria unità cinofila. Il nuovo progetto, che interessa vari servizi dell'azienda sanitaria, tra cui l'unità funzionale Salute Mentale Adulti con la collaborazione dell'associazione "Oikos" e l' unità operativa assistenza sociale, è rivolto ad un gruppo di utenti in carico ai servizi dell'area psichiatrica e dell'handicap ed ha avuto inizio nei primi giorni del mese di novembre 2010. In particolare sono coinvolte cinque strutture fra Piana di Lucca e Valle del Serchio: il Centro Diurno per soggetti disabili di Carraia, il Centro Diurno per soggetti disabili Carlo Del Prete, la Rsd San Cataldo nel complesso di Maggiano, il Modulo residenziale Rsa Coreglia - Progetto Alzheimer e il Centro Diurno Pieve Fosciana "Il Granaio" - Consorzio Zenit. L'attività viene svolta, come nell'esperienza dell'anno scorso, dalla dottoressa Elena Francesconi che accompagna i cani di sua proprietà per un'ora a settimana in ciascuna struttura. I cani, valutati idonei da Aiuca (Associazione Italiana Uso cani d'Assistenza) si relazionano con gli utenti, attraverso semplici azioni come l'essere accuditi, spazzolati, coccolati e vezzeggiati. Gli utenti, attraverso queste piccole azioni stabiliscono un contatto emotivo con l'animale che si riflette positivamente sul loro umore e quindi sul loro stato di benessere generale. Ad esempio è stato evidenziato come i soggetti disabili acquistino maggiore fiducia in sé stessi e nelle loro capacità, mentre gli anziani trovino spunto per ricordare e raccontare la loro esperienza di vita. È questa la conferma che il cane è un ottimo "mediatore della relazione sociale": facendo breccia nella parte più intima e sensibile del cuore di ciascun partecipante, riesce a influenzare addirittura le relazioni fra gli stessi; infatti anche nel progetto precedente si è verificato che gli utenti, rivelando ai compagni una parte recondita della propria personalità, si sono poi sentiti appartenere ad un gruppo coeso intorno proprio all'effige del cane. La predisposizione e lo sviluppo del nuovo progetto sono stati resi possibili dal direttore dei servizi sociali dell'azienda Usl 2, dottor Antonio Elmi, il cui appoggio e interessamento hanno permesso di superare le difficoltà burocratiche ed organizzative.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
