Il Tirreno

Lucca

Lucchese, si fa avanti una cordata

L’imprenditore Alfredo Susanna titolare di Arca Impresa
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L’imprenditore Alfredo Susanna titolare di Arca Impresa

Alfredo Susanna e altri imprenditori pronti a trattare con la Valore

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 LUCCA. Lo avevamo anticipato tra le righe nell'edizione di ieri. E oggi è già uscito allo scoperto un gruppo di imprenditori lucchesi e non lucchesi con importanti interessi in città che vuol rilevare le quote del Gruppo Valore. I capofila della cordata - composta al momento da 6-7 persone - sono Alfredo Susanna, titolare di Arca Impresa e main sponsor della squadra di pallacanestro e Camillo Auricchio, imprenditore, titolare dell'Anthea, sponsor dell'Upl Volley e all'interno del Cda della formazione di basket cittadina. A rappresentarli con un mandato in bianco c'è un legale: l'avvocato Ugo Vincenzini, 49 anni, livornese di nascita, ma ormai lucchese d'adozione (vive nella nostra città da 15 anni), esperto di diritto marittimo internazionale e console onorario dei Paesi Bassi dal 1998. Venerdì sera, al termine dell'assemblea dei soci e del consiglio d'amministrazione dell'As Lucchese Libertas 1905, Vincenzini era nella sede di viale San Concordio e si è incontrato con l'azionista di maggioranza Giovanni Valentini.  Tra l'altro il professionista - ex presidente di Itinera e componente della Lucca Holding durante la giunta Fazzi - aveva già visto l'architetto originario di Foligno come del resto aveva già parlato con l'azionista di minoranza, Giuliano Giuliani. Nelle prossime ore l'avvocato Vincenzini vedrà l'ex amministratore delegato Ugo Giurlani per prendere visione dei bilanci. «Ho un mandato in bianco firmato da due imprenditori di cui conosco da tempo la serietà - dice il legale iscritto all'albo degli avvocati di Livorno - per verificare se vi siano o meno i presupposti per entrare a far parte della compagine societarie rilevando l'80% o comunque una quota di maggioranza in possesso attualmente del Gruppo Valore. Nella cordata vi sono imprenditori del settore immobiliare, ma anche di altri settori interessati al progetto dello stadio. Ho la piena autonomia per un controllo sotto il profilo legale, contabile e fiscale. I tempi della trattativa? Ristretti. Una volta verificata la situazione economica e stabilito il rischio d'impresa ci troveremo di fronte a un tavolo per cercare di chiudere e rilevare le quote dalla Valore».  SOCIETA' SOLIDA.  La Lucchese oggi è una società solida senza scheletri dell'armadio. Ad oggi ha un'esposizione di 3-400mila euro dovuta in prevalenza ai mancati pagamenti degli emolumenti ai calciatori dei mesi di novembre e dicembre. Ma può contare su un parco giocatori e sui terreni (70mila metri quadrati) a San Donato dove esiste già un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico che, se ricevesse l'okay degli enti pubblici, potrebbe fruttare circa 400mila euro all'anno dalla vendita dell'energia prodotta all'Enel.  Valentini ha promesso che il 31 gennaio - data fissata per il prossimo consiglio d'amministrazione - presenterà un piano finanziario per saldare tutte le pendenze economiche. Uno step importante per arrivare a giugno senza rischi e penalizzazioni.  Il 31 gennaio verrà eletto anche un presidente di garanzia, un uomo di fiducia della proprietà che piaccia anche all'azionista di minoranza. Per questo prende quota la candidatura di Luigi Viani, direttore organizzativo-generale e responsabile della sicurezza del Porta Elisa. Fungerebbe da «traghettatore» in attesa dei nuovi assetti societari e della nomina del presidente effettivo colui che diventerà azionista di maggioranza.  La nuova cordata - è bene essere chiari - è interessata allo stadio. Anche se non ne fa una questione di tempi. Ma tra le condizioni per arrivare a rilevare la Lucchese pone quella di ottenere la concessione per la ristrutturazione del Porta Elisa. Con quella licenza garantirebbe - nero su bianco - i finanziamenti necessari per portare a termine i lavori.  IL RUOLO DI GIULIANI  Non ne ha mai fatto mistero. Giuliano Giuliani ambisce a rimanere nell'As Lucchese Libertas. Non più come presidente, ma come semplice socio di minoranza tenendosi stretto il 20% (o al massimo portando la sua quota al 30%). Fungerebbe in sostanza da «cane da guardia» nei confronti della proprietà nel caso in cui non tenesse fede agli impegni presi. Il ruolo che cercò di fare, purtroppo senza riuscirci, Emilio Gioia che deteneva una quota inferiore all'1% ai tempi della discesa in campo dell'uomo d'affari siro-armeno Fouzi Hadj.  «La presenza di Giuliani nella compagine societaria? - commenta l'avvocato Ugo Vincenzini - Se il gruppo che rappresento dovesse rilevare le quote della Valore ci auspicheremo che rimanga e ne saremo ben lieti. Come siamo pronti ad accogliere chiunque partecipi al progetto. Purchè si tratti di gente seria e non di avventurieri».  Un progetto che ricalca a grandi linee, ma con maggior sforzi economici, quello della Pallacanestro Lucca: tanti imprenditori che si uniscono per dare una mano a supportare il peso dei costi.  L'obiettivo di Susanna e Auricchio è quello di creare un gruppo allargato (con una quota pari al 2-3% parteciperebbe anche la cooperativa Terra Uomini e Ambiente), una polisportiva con solide e sicure entrate a cui partecipino attivamente anche i tifosi attraverso un'azionariato diffuso e con un'attenzione particolare alle valenze sociali.   LA TRATTATIVA  Quanto chiederà il Gruppo Valore per cedere l'80% del pacchetto azionario visto che a giugno, se non dovesse trovare acquirenti, consegnerà le chiavi della Lucchese nelle mani del sindaco Favilla? In queste ore si parla con insistenza di una cifra che oscilla tra i 6 e i 7,5 milioni di euro. Soldi legati all'investimento triennale, ai terreni di S. Donato (stimati sui 3 milioni di euro) e all'attuale parco giocatori. Tanti, troppi, per una squadra di Prima Divisione, seppur con i bilanci praticamente in ordine. Una cifra che spaventerebbe qualsiasi acquirente e destinata giocoforza a sgonfiarsi. Vincenzini, a nome del gruppo che rappresenta, mantiene un profilo basso: «È prematuro parlare di cifre quando ancora non abbiamo visto i bilanci e fatto una suddivisione di costi e spese. - taglia corto il legale - L'auspicio è che la trattativa possa andare a buon fine nell'interesse del sport lucchese».  C'è poi l'ipotesi, tutt'altro che peregrina, che alla cordata interessata all'acquisto della Lucchese si aggiungano altri imprenditori non lucchesi. L'impressione è che - una volta approvata la concessione per lo stadio - la trattativa subirà un'accelerazione improvvisa e i tifosi sapranno se ci sarà la svolta societaria con il passaggio delle quote.  CAPITOLO SPORTIVO  Inutile fare voli pindarici. Se la cordata di imprenditori - lucchesi e non - surrogherà il Gruppo Valore come azionista di maggioranza per almeno un paio di stagioni - in attesa della realizzazione dello stadio - la Lucchese punterà a consolidarsi nell'ex C1 senza svenarsi. Mantenimento della Prima Divisione con l'obiettivo di migliorare il piazzamento dell'anno precedente, valorizzazione dei giovani, stipendi contenuti, rilancio del settore giovanile.  Una politica di rigore che non vuol dire certo mancanza d'ambizioni.  Alzi la mano chi, ad inizio stagione, pensava che il Gubbio del dt Gigi Simoni, imbottito di under 21 (4 titolari fissi), a metà stagione fosse in testa alla classifica.

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