Il Tirreno

Lucca

La casa in centro resta un sogno

Fabrizio Tonelli

I prezzi alti e le difficoltà per la sosta scoraggiano gli acquisti

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Sono poco più di 9mila i residenti nel centro storico, con un leggero aumento rispetto al 2009, quando entro le Mura si contavano 8.977 persone. Basta questo dato a far ipotizzare una inversione di tendenza, un rientro di lucchesi che abitavano in periferia? Possono contribuire a riportare residenza in centro i tanti interventi di recupero in corso da anni nei palazzi della città? C'è davvero un risveglio del mercato immobiliare oppure sono altri i fattori che hanno determinato l'aumento di abitanti?  Giuliano Satti, titolare dell'agenzia immobiliare Essegi e presidente provinciale della Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari, è perplesso. Dal suo punto di osservazione non sembrano esserci i presupposti per parlare di una tendenza marcata al ritorno a vivere in città.  «La situazione del mercato è stabile - dice - e per quanto riguarda il centro storico siamo pressochè fermi. Probabilmente a spiegare il leggero aumento di residenti potrebbero essere due fattori: anzitutto bisogna considerare i lucchesi che abitano fuori le Mura ma che magari hanno un immobile vuoto in centro e che decidono di prendervi la residenza per risolvere il problema del permesso auto. Dall'altro i lavoratori stranieri, come badanti e colf, che chiedono la residenza nella casa dove sono occupati».  Cosa si può fare per rendere più vivo il centro?  «Credo che Lucca dovrebbe riflettere su quello che sta succedendo a Firenze, dove dalle 18.30 sono state riaperte zone dell'isola pedonale - dice Satti -. Si era infatti visto che in queste parti della città c'era un aumento della microcriminalità. In secondo luogo la città non offre molto e anzi crea difficoltà. Pensiamo a una famiglia che vuole invitare a casa sua parenti o amici: il primo problema è il parcheggio, è come far arrivare queste persone vicino casa. Da questo e da altri punti di vista è molto più semplice abitare nella prima periferia».  E i cantieri aperti? «Mi pare che ci sia un rallentamento delle attività - spiega Satti - se non addirittura in qualche caso una sospensione dei lavori. Non è facile trovare acquirenti per determinati appartamenti che hanno prezzi molto elevati».  A giudizio del titolare dell'Essegi la situazione delle compravendite è un po' migliore se si esce dalla cerchia alberata.  «Ci troviamo di fronte a fenomeni diversi - dice - legati fra loro da un ribasso dei prezzi. Le imprese che hanno necessità di liquidità o i privati che magari sono in difficoltà per pagare il mutuo, pur di vendere, sono disponibili ad abbassare un po' le pretese, rispetto alle cifre che venivano chieste qualche anno fa.  «E' anche vero però - continua Satti - che il mercato va a rilento, impieghiamo l'80% del nostro tempo ad acquisire immobili e solo il 20% a proporli a potenziali acquirenti. Questi ultimi incontrano inoltre difficoltà a ottenere l'erogazione dei mutui, le banche in genere sono diventate molto prudenti e prima di concedere finanziamenti chiedono tante garanzie. E' forse per questo che c'è uno spostamento sul mercato degli affitti. Almeno fin quando non finirà questa congiuntura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa