Sicurezza
Aeroporto sull'orlo del baratro
Arianna Bottari
◗
Laeroporto di Tassignano (Vip) Non ci sono soldi, i dipendenti verso lo stato di agitazione
2 MINUTI DI LETTURA
TASSIGNANO. Attendevano un segnale più forte dai soci pubblici della Alt, segnale che non è arrivato e ora i dieci dipendenti dell'aeroporto di Tassignano sono pronti ad entrare in stato di agitazione. Hanno chiesto un incontro con Simone Marsili, segretario di Uil Trasporti, per decidere sul da farsi, ma ormai non è da escludere che la loro situazione arrivi sulla scrivania del prefetto. Arrabbiati, amareggiati, delusi. Così Marsili descrive lo stato d'animo dei lavoratori di Alt, la società di gestione dell'aeroporto di Tassignano ormai da tempo sull'orlo del baratro. Dopo la fuga dell'ultimo (in ordine di tempo) socio privato (Sogeal, detenuta per il 70 per cento dalla laziale Bonansea, che ha rilevato la quota di maggioranza di Alt la scorsa estate da una compagine russa) e dunque la mancata ricapitalizzazione privata, che avrebbe dovuto portare in cassa circa 800mila euro, attendevano un segnale più forte da parte dei soci pubblici (Comune di Capannori, Provincia e Camera di Commercio) che invece non è arrivato. E ora sono pronti a scioperare. A poco è servito sentire dire a presidente (Piero Giampaoli) e amministratore delegato (Vittorio Scabbia) che Alt ha intenzione di crescere e che addirittura si prevedono assunzioni per la prossima estate. Le difficoltà riguardano il presente per i dipendenti: non uno stipendio degno di questo nome in mesi. Si tira avanti con anticipi, almeno fino a quando i soldi non finiranno. «Dopo la ritirata di Bonansea, i lavoratori si attendevano un atteggiamento più deciso da parte dei soci pubblici, soprattutto dopo tutte le parole spese negli ultimi mesi - dice Simone Marsili - Si aspettavano che intervenissero con tempestività per tamponare la situazione di emergenza e invece non è accaduto. Al momento stiamo ancora cercando di capire se i soci pubblici completeranno o meno le loro ricapitalizzazioni». Nonostante, infatti, Comune di Capannori, Provincia e Camera di Commercio (che insieme detengono circa il 20 per cento di Alt) abbiamo deliberato in dicembre la ricapitalizzazione delle loro quote, gli enti fino a questo momento hanno versato solo il 25 per cento di quei soldi. Ne manca, dunque, il 75 per cento, circa 150mila euro che potrebbero ridare un po' di ossigeno alle casse e qualche soldo in più al mese ai lavoratori. «Decideremo sul da farsi dopo l'incontro che avremo in settimana - conclude il segretario provinciale di Uil Trasporti - ma a questo punto non è da escludere una presa di posizione forte da parte dei dipendenti, che chiedono sì rassicurazioni per il futuro, ma che ora stanno affrontando un presente difficile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
