La manifestazione
Valentini lascia, la Lucchese è in vendita
Nicola Nucci
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Una riunione del Cda della Lucchese Fino a giugno sarà garantita la gestione, poi si porteranno le chiavi al sindaco
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LUCCA. Giovanni Valentini lascia e la Lucchese è in vendita. Ma fino al 30 giugno l'azionista di maggioranza e il socio di minoranza Giuliano Giuliani garantiranno la regolare gestione finanziaria. L'ex patron è pronto a rimanere nella compagine societaria (al 20 o 30 per cento), a condizione che da qui alla fine della stagione si faccia avanti un acquirente che riveli le quote di Valentini (80%) o entrino nuovi soci nella compagine societaria. Altrimenti i due soci consegneranno le chiavi della società rossonera nelle mani del sindaco Favilla. È questa la decisione annunciata del socio di maggioranza della Valore ufficializzata al termine dell'assemblea dei soci e Cda. Una fumata nera dopo un'ora e mezzo di riunione per comunicare ai membri del consiglio (Giuliani e Giovannini) il suo disimpegno dalla Lucchese. La decisione è affidata ad uno scarno comunicato. «I soci congiuntamente hanno concordato di fare fronte a tutti gli impegni che matureranno fino al 30 giugno. Qualora entro questa data non vi saranno manifestazioni di interesse per l'acquisto della società, i soci hanno stabilito di non proseguire l'attività». Alla presenza dei sindaci revisori è stato verbalizzato che si ottempererà agli impegni fino a giugno. Parafrasando Ennio Flaiano «la situazione è grave, ma non è seria». Perchè la presenza di un avvocato lucchese nella sede rossonera potrebbe far balenare la possibilità che vi sia una cordata pronta a intervenire rilevando in tutto o in parte il pacchetto azionario. Presidente. I soci di maggioranza hanno chiesto a Giuliano Giuliani di ritirare le dimissioni, ma l'ex patron ha declinato l'invito. La decisione sarà presa nel prossimo Cda fissato per il 31 gennaio per individuare un nuovo organo amministrativo e un piano finanziario per saldare tutte le pendenze economiche. Poi si eleggerà il presidente che sarà un tecnico di fiducia della proprietà. Non un esponente del gruppo Valore. Prende quota la candidatura di Luigi Viani, direttore organizzativo e responsabile della sicurezza del Porta Elisa. «Garantiamo che sarà tutto in regola. Pagheremo le ultime due mensilità. I tifosi e la città devono stare tranquilli - ha dichiarato Valentini -. Il presidente? Non sarà un socio della Valore». La lettera al sindaco. L'architetto Valentini ha scritto una lettera al sindaco Favilla per informarlo della situazione economica della Lucchese Libertas, patrimonio e simbolo della città. In mattina Valentini ha anche incontrato Andrea Guidi, presidente dell'Associazione degli industriali, per convincerlo a sollecitare imprenditori ad entrare nella compagine societaria. Giuliani e Valentini non si vedevano da novembre. Da quando la situazione è precipitata con la Valore, azionisti di maggioranza, che hanno smesso di versare la propria quota nelle casse rossonere. La Lucchese ogni mese costa 150 mila euro. La riunione del Cda, da quando è trapelato, è stata distesa. Anche se tra Giuliani e Valentini ci sarebbero stati anche momenti accesi. Valentini è arrivato alle ore 15.45 accompagnato dal figlio Marco. Prima di lui era apparso l'ex patron Giuliani. Giuliani dice no. «Valentini ha dato un segnale forte, ma da solo non resto al timone - ha affermato l'ex presidente - ad ogni modo la Lucchese non rischia nulla sino a giugno. La presidenza? Valentini me l'ha offerta, non me l'aspettavo e mi ha fatto piacere. Ma ho detto no per coerenza e serietà. Lo stadio? Il progetto va avanti». Entro il 15 febbraio dovranno essere pagate le mensilità arretrate di novembre e dicembre per non incorrere in penalizzazioni. Servono 500-600 mila per arrivare fino a giugno. In settimana arriverà dalla Juve la prima tranche dei soldi ricavati dalla cessione del portiere Citti (60 mila dei 130 mila euro). Altri 150 mila sono stati recuperati con le cessioni.
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