Attenzione
Docenti precari, 400 ricorsi dal giudice
Luca Tronchetti
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Una protesta di docenti genitori e studenti contro la riforma Gelmini La Snals punta ad ottenere il risarcimento del danno, la Cgil all'immissione in ruolo
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LUCCA. La sezione lavoro del tribunale rischia il collasso. Sono infatti in arrivo in tempi brevi circa 400 ricorsi degli insegnanti precari o con contratti Ata non rinnovati, rivolti contro il ministero della pubblica istruzione. Gl atti andranno ad aggiungersi ai 2mila nuovi fascicoli iscritti ogni anno. Un vero e proprio esercito che ha fatto causa al datore di lavoro rivolgendosi al sindacato Snals che ha affidato le pratiche all'avvocato Stefano Leuzzi. Ricorsi tesi ad ottenere il risarcimento del danno per illegittima reiterazione dei contratti a termine da parte della pubblica amministrazione e l'equiparazione retributiva tra personale di ruolo e personale supplente. Sono già state inviate le diffide per mettere in mora il Ministero. «Depositerò gradualmente gli oltre 400 ricorsi - dice il legale Snals - alla sezione lavoro del tribunale». STRATEGIE DIVERSE I sindacati si dividono sulla strategia da mettere in pratica nei confronti del Ministero. Se lo Snals punta ad equiparare gli scatti biennali anche al personale precario e chiederà un risarcimento per abuso di contratto a termine nei confronti di quei docenti non di ruolo che hanno lavorato almeno tre anni coprendo posti liberi, la Cgil presenterà - tramite l'avvocato Pierfrancesco Petroni - per i suoi 100 ricorrenti un'unica vertenza fondata su tre punti cardine: stabilizzazione per i tre anni d'incarico su un posto libero e vacante, riconoscimento del punteggio ed eventuale risarcimento del danno. «Una class action? - dice Marcella Zani della Cgil scuola - Non direi. Semmai una vertenza collettiva solo per gruppi omogenei con stesse mansioni e stessi anni di servizio. Puntiamo, anche ricalcando le direttive europee, al riconoscimento di tutti e tre i punti in questione». Per Stefano Guidi della Snals i ricorsi saranno individuali e punteranno soprattutto a fare ottenere agli insegnanti precari a cui non è stato rinnovato il contratto un congruo risarcimento: «Le ultime sentenze - sostiene il sindacalista - stando ai nostri legali verranno annullate in Appello. Perchè l'ammissione al ruolo è possibile soltanto tramite concorso. Per questo motivo i nostri ricorsi saranno basati sull'ottenimento del riconoscimento degli scatti biennali e sul risarcimento per abuso di contratto a termine per chi lavora in modo stabile per almeno tre anni. Dovendo pagare sostanziosi risarcimenti ci auguriamo che l'amministrazione pubblica valuti diversamente la politica del reclutamento dei docenti visto che i posti vacanti sono maggiori rispetto alle immissioni al ruolo». LA RACCOMANDATA Sulla base del collegato lavoro della legge 183 entro domenica i sindacati dovranno inviare una raccomandata indirizzata al Ministero per l'interruzione della prescrizione. A quel punto prenderanno corpo i ricorsi ed entro 270 giorni si potrà andare al cospetto del giudice del lavoro. Anche la Cisl presenterà circa 300 ricorsi puntando su stabilizzazione e risarcimento: «Nessuna class action, ma ricorsi caso per caso. - dice Claudio Rugani della Cisl scuola - Ci proveremo, ma non ci facciamo illusioni per quanto riguarda l'ottenimento della cattedra stabile anche se le sentenze dei tribunali di Pisa e Siena lasciano qualche spiraglio».
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