Il dolore
Chiesto anche un controllo più stretto su chi avesse intenzione di acquistare quote dai privati per gestire laeroporto
Tassignano, la priorità ora è ricapitalizzare
Arianna Bottari
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Laeroporto di Tassignano Appello del sindacato ai soci pubblici: Comune, Provincia, Camera di commercio
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CAPANNORI. Portare a termine la ricapitalizzazione votata dai rispettivi consigli per dare un po' di ossigeno ai dipendenti senza un vero stipendio da mesi. E controllo sui privati interessati ad acquistare quote di Sogeal, socio privato controllato dalla laziale Bonansea che si è tirato indietro poche settimane fa. Ecco le richieste di Uil trasporti a presidente e ad di Atl, società di gestione dell'aeroporto. Scampoli di sereno al termine della riunione che si è tenuta ieri pomeriggio all'aeroporto di Tassignano tra il presidente Piero Giampaoli, l'amministratore delegato Vittorio Scabbia e Simone Marsili, segretario provinciale di Uil Trasporti. Pare che i soci pubblici della società di gestione dell'aeroporto (Provincia, Comune di Capannori e Camera di Commercio) si siano dimostrati ancora una volta interessati a recuperare la disastrosa situazione in cui si trova da tempo la Alt (insieme i soci pubblici detengono circa il 20 per cento della società di gestione dell'aerostazione). Certo è che adesso dalle parole bisogna passare ai fatti. «Una data importante è quella del 19 febbraio - spiega Marsili - quando scadrà il tempo per utilizzare il diritto di opzione sulle quote del socio privato, Sogeal (controllata con il 70% delle quote da Bonansea), che non ha ricapitalizzato, di fatto abbandonando la barca. Nel frattempo, però, chiediamo anche un altro impegno ai soci pubblici: portare a termine la loro ricapitalizzazione, quella che tutti hanno votato alla fine del 2010 ma che per ora ha visto gli enti anticipare solo il 25 per cento del totale». Rimpinguare le casse di Alt con i rispettivi 75 per cento - prosegue il segretario di Uil Trasporti - permetterebbe «di racimolare circa 150mila euro da utilizzare per tappare alcuni buchi, come il pagamento di contributi, rimborsi Irpef. Al contempo, si potrebbe garantire qualche soldo in più ai dipendenti». I dieci lavoratori dell'aeroporto di Tassignano, infatti, da mesi non percepiscono uno stipendio degno di questo nome, ma tirano avanti con acconti. Mai ricevuta la tredicesima mensilità, della busta paga di dicembre hanno ricevuto solo un acconto di 800 euro, gennaio non è stato ancora pagato il dovuto e ora ci si chiede che cosa ne sarà dello stipendio di febbraio. «Oltretutto, il completamento delle ricapitalizzazioni da parte dei soci pubblici permetterebbe di rispettare quell'accordo sindacale firmato in novembre e fin qui disatteso - conclude Simone Marsili - anche se ci fanno ben sperare le parole di Giampaoli e Scabbia, che non solo hanno confermato l'interesse della parte pubblica a risanare la situazione di Alt, ma hanno anche parlato di assunzioni per la prossima estate. Questo ci fa sperare che ci sia almeno un abbozzo di piano di intervento per il futuro».
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