La manifestazione
La polizia giudiziaria appone i sigilli allex area Gesam di S. Concordio nonostante lokay della conferenza dei servizi al piano della Polis
Nuovo sequestro per il cantiere dello Steccone
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NUOVO SEQUESTRO. Larea dello Steccone oggetto dindagine della procura L'accusa è di nuovo quella di omessa bonifica dell'area destinata a centro commerciale
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LUCCA. È di nuovo sotto sequestro l'area dello Steccone in via della Formica a San Concordio, dove la Polis intende realizzare un centro commerciale e direzionale. Ieri mattina la polizia giudiziaria d'iniziativa è piombata nel cantiere e ha nuovamente apposto i sigilli all'area di 10.907 metri quadrati. Nelle prossime 48 ore il verbale passerà al vaglio del pm che lo trasmetterà al gip per la convalida. ATTO A SORPRESA. Con la decisione del tribunale della Libertà - che annullava il sequestro preventivo dell'area dopo che erano stati messi i sigilli per presunti reati edilizi e ambientali - la Polis attendeva le valutazioni della conferenza dei servizi per riaprire il cantiere. E il 13 gennaio la conferenza ha approvato il piano per la bonifica che prevedeva di gettare un soletto di cemento nell'interrato (vasca di cemento senza coperchio) in modo da poter spegnere le pompe idrauliche attive per salvaguardare la falda. La messa in sicurezza del cantiere con lo spegnimento delle pompe per poi effettuare la necessaria campionatura era stata approvata all'unanimità martedì 18 gennaio dal Cda di Polis appositamente riunito (assente un solo membro) proprio in base al dispositivo della conferenza dei servizi che si ricollega alla decisione del tribunale del riesame. E ieri mattina alcune autobotti erano andate sul cantiere per ottemperare alle valutazioni della conferenza dei servizi. E contestualmente erano stati informati gli uffici del comune, quelli della provincia ed era stata depositata in procura copia del verbale della conferenza dei servizi e il piano di caratterizzazione. Terminata l'operazione la Polis avrebbe effettuato ulteriori prelievi per capire se fosse stata necessaria o meno la bonifica del sito visto che al momento - stando al tribunale della Libertà - non c'è alcuna prospettazione certa di pericoli in materia ambientale. IL BLITZ Invece poco prima di mezzogiorno la polizia giudiziaria si è presentata nel cantiere effettuando un sequestro preventivo d'urgenza sostenendo che la Polis stava reiterando il reato di omessa bonifica dell'area e per aver effettuato un fabbricato in difformità edilizia. Morale? Cantiere di nuovo chiuso e considerevoli danni economici alla Polis. Vero che la procura sulla decisione di annullare il sequestro preventivo dell'area da parte del tribunale del Riesame ha presentato ricorso in Cassazione, ma è anche vero che lo stesso collegio togato in materia ambientale aveva delegato alla conferenza dei servizi e all'approvazione del documento di analisi di rischio la prosecuzione dell'attività edilizia. Una situazione per certi versi paradossale - anche perchè maturata in assenza di atti ostativi - che rischia di creare forti contrasti tra le parti in attesa di un pronunciamento chiaro e definitivo capace di fugare qualsiasi dubbio. Adesso i legali di Polis attendono la decisione del giudice delle indagini preliminari per mettere in atto le contromosse necessarie. ALTRI ACCERTAMENTI Intanto proseguono gli accertamenti della polizia giudiziaria su tutti gli atti di gara e i documenti acquisiti nei giorni scorsi dalla Polis. L'autorità giudiziaria vuol capire se vi siano state o meno irregolarità nella concessione di appalti a ditte esterne.
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