Il dolore
Docenti precari: 400 ricorsi dal giudice del lavoro
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Sono in arrivo alla sezione lavoro del tribunale di Lucca circa 400 ricorsi degli insegnanti precari o con contratti Ata non rinnovati nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione. Un vero e proprio esercito che ha fatto causa al proprio datore di lavoro come previsto dal collegato lavoro del 24 novembre scorso. La scadenza per impugnare i contratti è fissata per lunedì 24 gennaio e a quella data saranno inoltrati altre centinaia di ricorsi. I sindacati si dividono sulla strategia. Lo Snals punta ad ottenere ad equiparare gli scatti biennali anche al personale precario e chiederà un risarcimento al Ministero per abuso di contratto a termine nei confronti di quei docenti non di ruolo che hanno lavorato almeno tre anni consecutivamente anche in scuole differenti. Puntando quindi non all'ammissione al ruolo, ma a un congruo risarcimento. Diversa la posizione della Cgil e di altri sindacati che puntano al pronunciamento del giudice sull'eventuale diritto del lavoratore a un'assunzione a tempo indeterminato del lavoratore. Una maxi vertenza che assomiglia a una vera e propria class action. Maestri, personale docente e non docente che anni e a volte decenni ha insegnato e occupato mansioni adesso non ha più la possibilità di rinnovare un contratto. Il giudice del lavoro rappresenta l'ultima spiaggia: la possibilità di una cattedra stabile. Una situazione trasversale anche per altre categorie del pubblico impiego o del settore privastico. Per il tribunale del lavoro di Lucca che ha in organico due giudici (il dottor Nannipieri e la dottoressa Martelli) e due impiegate rispetto alle cinque della pianta organica originare si prospettano tempi duri. Perchè la mole di ricorsi va ad aggiungersi agli oltre 2000 fascicoli iscritti all'anno a ruolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
