Il Tirreno

Lucca

Solo in 4 alla riunione con la società lombarda che si fa rappresentare da un agronomo

Compostaggio, i cittadini snobbano l'incontro

Arianna Bottari
L’area di Salenetti, dove è previsto l’impianto di compostaggio
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L’area di Salenetti, dove è previsto l’impianto di compostaggio

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 CAPANNORI. I cittadini abbandonano la commissione comunale sui rifiuti. Solo 4 quelli presenti ieri all'ultima riunione con un tecnico di Ars Ambiente, la società lombarda che ha curato il progetto dell'impianto di compostaggio per Ascit. Una quindicina in totale i presenti, per la maggior parte addetti ai lavori, ovvero i consiglieri comunali e il tecnico di Ars Ambiente Giorgio Ghiringhelli, agronomo.  Quindici milioni di euro, tanto costerebbe realizzare quell'impianto in grado di trattare 50mila tonnellate annue di rifiuti organici. Costo ammortizzabile in 7 o 8 anni. Ma progetto e costi possono variare a seconda della localizzazione.  I cittadini non credono più nella commissione rifiuti e nel dialogo con l'amministrazione sull'impianto di compostaggio? Così sembrerebbe visto che all'incontro di ieri hanno partecipato solo in quattro. Uno di questo, Luporini, è anche il presidente della commissione; presente, poi, un rappresentante del Comitato di Zone-Salanetti e altri due capannoresi. Per il resto tecnici e consiglieri comunali, che per altro si aspettavano che il progetto dell'impianto di compostaggio venisse illustrato nei dettagli da un ingegnere, non da un agronomo. Nessuna novità, dunque, rispetto alla riunione di novembre, quando ad intervenire fu Enzo Favoino, grande esperto di raccolta differenziata.  La tipologia della struttura è quella conosciuta: un impianto anaerobico in grado di fare fronte allo smaltimento dell'organico di qualità proveniente non solo dalla raccolta "porta a porta" curata da Ascit nei Comuni della Piana, ma anche da quella effettuata negli altri Comuni della Provincia. Accanto ad esso un depuratore per il trattamento delle acque reflue, solo una parte delle quali potranno poi essere immesse nella fognatura pubblica. Prevista anche una struttura in grado di produrre biogas.  I 15 milioni di costo potrebbero essere ammortizzati in circa 7-8 anni se si prevede di ricavare 2 milioni dalla vendita del biogas e più o meno tre dai conferimenti di organico dagli altri Comuni. Previsti una decina di dipendenti. A far lievitare i costi soprattutto la necessità di un depuratore, che dovrà essere chiuso e usare particolari accorgimenti per evitare di produrre odori. Si è parlato anche di consumo di acqua, problema non da poco in una zona che spesso, soprattutto in estate, ha problemi di approvvigionamento. L'impianto consumerà quanto 700 famiglie in un anno.  Ghiringhelli ha ribadito più volte che sarà fondamentale la localizzazione dell'impianto stesso, che al momento non è ancora stata definita. L'amministrazione Del Ghingaro lo vuole in località "alla Lista", sul confine tra il Comune di Capannori e quello di Porcari, ma di fatto la struttura è ancora ufficialmente prevista sui vari piani (piano strutturale e piano provinciale dei rifiuti) nella zona industriale di Salanetti. È chiaro che a questo punto l'unico organo in grado di sbloccare la situazione è il consiglio comunale che deve esprimersi sul sito.

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