Il Tirreno

Lucca

Nuovo incontro fissato per il 25

Vigilantes, si tratta per il contratto

Una protesta dei vigilantes che chiedono il nuovo contratto
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Una protesta dei vigilantes che chiedono il nuovo contratto

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 LUCCA. Nessun accordo raggiunto ancora per il rinnovo del contratto della vigilanza, anche se - dice la Cgil - si sono registrate «alcune timide aperture su alcuni temi delle nostre piattaforme». E per i dipendenti della Toscana, la Filcams Cgil ha indetto un nuovo incontro per il 25.  Nell'occasione, verrà fatto il punto sullo stato della trattativa, verranno raccolte le richieste dei lavoratori e potranno essere programmate anche iniziative da organizzare a livello locale.  Nei giorni scorsi al ministero del Lavoro si è tenuto il confronto sul contratto nazionale. È stato convocato un tavolo tecnico al dipartimento della tutela delle condizioni di lavoro: «I datori di lavoro - spiega Umberto Marchi della Filcams Cgil - hanno illustrato le criticità del settore e gli interventi legislativi che sarebbero necessari, concludendo che, data la situazione, un rinnovo contrattuale sarebbe insostenibile. Tuttavia, la novità dell'approvazione, a giorni, di un nuovo decreto ministeriale, ha fatto registrare timide aperture su alcuni temi della piattaforma». Il sindacato ha evidenziato «la necessità di giungere rapidamente a una conclusione della vertenza che in Lucchesia riguarda circa 250/280 guardie giurate che attendono un rinnovo contrattuale da oltre 24 mesi». Ovviamente - ammette Marchi - ci sono «posizioni diverse sul tema del salario che speriamo superabili. Il ministero ha invitato le controparti a riprendere, in tempi strettissimi, il negoziato, secondo l'indicazione del ministro Sacconi. La necessità di interventi legislativi, infatti, per il ministero non può essere pretesto per non rinnovare il contratto nazionale». Inoltre - fa presente Marchi - il dirigente del ministero «ha messo a disposizione il supporto del tavolo ministeriale per le difficoltà che si dovessero presentare al tavolo negoziale, sollecitando in particolare le controparti ad individuare alcune date in tempi brevi. Ma le controparti non hanno voluto concordare alcun incontro, dichiarando che ci invieranno comunicazioni a breve. Ma questa posizione dei datori di lavoro non può, in questa fase delicata essere vissuta bene».

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