Italia
Si toglie ai poveri e si dà ai ricchi
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Non piace all'opposizione la variante appena adottata dal consiglio comunale «perché toglie ai poveri per dare ai ricchi, come un Robin Hood al contrario». Ma piace poco anche a chi, in maggioranza, l'ha votata: Forza Lucca, infatti, l'ha approvata solo per «chiudere la pagina negativa aperta con il piano strutturale (giunta Fazzi) e andare in fretta al nuovo piano e al nuovo regolamento urbanistico».
Il capogruppo di Fl, Maurizio Dinelli, dunque, non perde occasione per attaccare e prendere le distanze da Pietro Fazzi, al quale è toccato (anche come ex sindaco) difendere la politica urbanistica del Comune dell'ultimo decennio.
LA MAGGIORANZA Il voto a favore di FL - rincara Dinelli - si giustifica con la necessità «di dare certezza agli operatori del settore e alle famiglia», anche se «dobbiamo riconoscere che, per gli errori della precedente giunta Fazzi, c'è stata un'eccessiva cementificazione del territorio. Per questo avremmo voluto che ci fosse una distinzione maggiore rispetto al passato, in fase di approvazione della variante. E lo abbiamo fatto rilevare anche al sindaco». Oltretutto, insiste Dinelli, questa variante avrebbe dovuto essere «approvata a dicembre del 2009: abbiamo perso almeno 14 mesi, forse perché erano già scattati quei veti interni al Pdl che hanno rallentato e rallentano l'azione amministrativa di Mauro Favilla. E non solo in questo settore: i ritardi accumulati dall'amministrazione sono troppi». Comunque, visto che l'approvazione di questa variansindaco in campagna elettorale. La ratifica della sua politica urbanistica, Fazzi la legge anche «nel fatto che la variante conferma i dimensionamenti del piano strutturale. E anche il centrosinistra ha dichiarato che l'importante è che non venga sforata la quantità complessiva da edificare. Perciò si può dire che questa non è la variante degli affari occulti, ma un atto che riconosce i diritti consolidati e le legittime aspettative aspettative maturate».
L'OPPOSIZIONE Il Pd valuta l'opportunità di impugnare la variante adottata. La Federazione della sinistra la considera «un atto - dice il capogruppo Antonio Sichi - che nasce fuori dall'aula, tutelando l'interesse di pochi e penalizzando quelli di molti. Infatti è una variante che salva piani attuativi decaduti e sposta le volumetrie dalle zone "virtuose" dove i cittadini avrebbero diritto a costruire, in zone sature, per consentire le maxioperazioni. Oltretutto a chi si toglie la possibilità di edificare si continua anche a chiedere l'Ici». In sostanza - insiste Sichi - «questa variante chiude 10 anni di cattiva urbanistica, penalizzando chi vuole modificare abitazione e non potrà farlo perché tutte le volumetrie vengono garantite alle grandi operazioni immobiliari». La pensa così anche il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini: «Quello che è avvenuto negli ultimi 10 anni è di una gravità pazzesca. Si è costruito tanto e male, ignorando il bisogno di infrastrutture e vendendo il territorio per esigenze di bilancio e basta. E quando la variante sarà approvata definitivamente, si darà solo a pochi la possibilità di costruire. Il rischio è che questo accada anche con i nuovi strumenti, soprattutto se verrà proposto un piano strutturale a consumo (di territorio) zero. Quale pianificazione, dunque, è stata portata avanti?». Se davvero si voleva tutelare il territorio - insiste Tambellini - «era necessario definire il nuovo piano strutturale non appena accertato lo sforamento delle volumetrie. In un anno sarebbe stato pronto». Lo stesso Vincenzo Giorgi, capogruppo di Governare Lucca (che ha sollevato il problema della mancata esecutività della variante) riconferma che servono il nuovo piano strutturale e il regolamento urbanistico per riavviare il settore e dare più respiro alla città: «Non serve questa variante che prevede anche regole meno stringenti sul recupero del patrimonio edilizio. Noi non l'abbiamo votata perché la consideriamo un pessimo affare». Oltretutto - conclude Tambellini - «è anche una variante diversa da quella di cui eravamo a conoscenza fino a novembre. È stata cambiata in corsa e con risultati dubbi».
Il capogruppo di Fl, Maurizio Dinelli, dunque, non perde occasione per attaccare e prendere le distanze da Pietro Fazzi, al quale è toccato (anche come ex sindaco) difendere la politica urbanistica del Comune dell'ultimo decennio.
LA MAGGIORANZA Il voto a favore di FL - rincara Dinelli - si giustifica con la necessità «di dare certezza agli operatori del settore e alle famiglia», anche se «dobbiamo riconoscere che, per gli errori della precedente giunta Fazzi, c'è stata un'eccessiva cementificazione del territorio. Per questo avremmo voluto che ci fosse una distinzione maggiore rispetto al passato, in fase di approvazione della variante. E lo abbiamo fatto rilevare anche al sindaco». Oltretutto, insiste Dinelli, questa variante avrebbe dovuto essere «approvata a dicembre del 2009: abbiamo perso almeno 14 mesi, forse perché erano già scattati quei veti interni al Pdl che hanno rallentato e rallentano l'azione amministrativa di Mauro Favilla. E non solo in questo settore: i ritardi accumulati dall'amministrazione sono troppi». Comunque, visto che l'approvazione di questa variansindaco in campagna elettorale. La ratifica della sua politica urbanistica, Fazzi la legge anche «nel fatto che la variante conferma i dimensionamenti del piano strutturale. E anche il centrosinistra ha dichiarato che l'importante è che non venga sforata la quantità complessiva da edificare. Perciò si può dire che questa non è la variante degli affari occulti, ma un atto che riconosce i diritti consolidati e le legittime aspettative aspettative maturate».
L'OPPOSIZIONE Il Pd valuta l'opportunità di impugnare la variante adottata. La Federazione della sinistra la considera «un atto - dice il capogruppo Antonio Sichi - che nasce fuori dall'aula, tutelando l'interesse di pochi e penalizzando quelli di molti. Infatti è una variante che salva piani attuativi decaduti e sposta le volumetrie dalle zone "virtuose" dove i cittadini avrebbero diritto a costruire, in zone sature, per consentire le maxioperazioni. Oltretutto a chi si toglie la possibilità di edificare si continua anche a chiedere l'Ici». In sostanza - insiste Sichi - «questa variante chiude 10 anni di cattiva urbanistica, penalizzando chi vuole modificare abitazione e non potrà farlo perché tutte le volumetrie vengono garantite alle grandi operazioni immobiliari». La pensa così anche il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini: «Quello che è avvenuto negli ultimi 10 anni è di una gravità pazzesca. Si è costruito tanto e male, ignorando il bisogno di infrastrutture e vendendo il territorio per esigenze di bilancio e basta. E quando la variante sarà approvata definitivamente, si darà solo a pochi la possibilità di costruire. Il rischio è che questo accada anche con i nuovi strumenti, soprattutto se verrà proposto un piano strutturale a consumo (di territorio) zero. Quale pianificazione, dunque, è stata portata avanti?». Se davvero si voleva tutelare il territorio - insiste Tambellini - «era necessario definire il nuovo piano strutturale non appena accertato lo sforamento delle volumetrie. In un anno sarebbe stato pronto». Lo stesso Vincenzo Giorgi, capogruppo di Governare Lucca (che ha sollevato il problema della mancata esecutività della variante) riconferma che servono il nuovo piano strutturale e il regolamento urbanistico per riavviare il settore e dare più respiro alla città: «Non serve questa variante che prevede anche regole meno stringenti sul recupero del patrimonio edilizio. Noi non l'abbiamo votata perché la consideriamo un pessimo affare». Oltretutto - conclude Tambellini - «è anche una variante diversa da quella di cui eravamo a conoscenza fino a novembre. È stata cambiata in corsa e con risultati dubbi».
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