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LUCCA. Diciassette anni e otto mesi di reclusione complessivi per tre componenti una gang ...
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Il palazzo del tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Diciassette anni e otto mesi di reclusione complessivi per tre componenti una gang specializzata in furti nelle case sia di giorno che di notte, incuranti della presenza dei proprietari e dei loro familiari. Ma del terzetto in questione, due imputati sono da tempo uccel di bosco e il terzo, dopo l'arresto avvenuto nel 2008, è tornato libero e non era in aula al momento della lettura del dispositivo della sentenza. I colpi erano stati messi a segno soprattutto nei mesi di novembre e dicembre del 2008 in villette, appartamenti e case coloniche a S. Vito, S. Gennaro, Gragnano, Borgonuovo, S. Maria del Giudice, Larciano e Montecatini. Procura e squadra mobile riuscirono l'anno successivo a sgominarono la gang dei pendolari del crimine. Il capo dell'organizzazione Shkelzen Veliku, 41 anni, albanese, sedicente operaio e residente a Montecatini patteggiò la pena a 4 anni e 6 mesi di reclusione nel dicembre 2009 davanti al gup Alessandro Dal Torrione. Assieme al connazionale Alen Thana, 21 anni, avrebbe diretto un gruppo di connazionali che rubavano materialmente nelle case - usando la tecnica del cilindretto (foravano le ante vicino alle maniglie di porte e finestre con un trapano) - e che sfuggirono alla cattura rientrando in Albania. Il giro, composto da una dozzina di persone, aveva il suo quartier generale a Montecatini dove venivano progettate le razzie da compieri. E proprio per i furti in Lucchesia ieri mattina il giudice Carlo Annarumma ha condannato in contumacia i tre albanesi accusati di otto furti aggravati. Si tratta di Ilmi Demiraj, 40 anni, che nel caso rientrasse in Italia dovrebbe scontare una pena di 8 anni di reclusione e 1000 euro di multa; Naim Sadrija, 37 anni, che in caso di cattura dovrebbe scontare tre anni e 10 mesi di reclusione con una multa di 500 euro e Alen Thena, 21 anni, sei anni di reclusione inflitti, descritto come una sorta di «ladro acrobata», arrestato dalla squadra mobile diretta dal dottor Virginio Russo il 29 aprile 2009 e che è rimasto in carcere alcuni mesi per poi tornare in libertà. Nei confronti dei tre albanesi il giudice ha comminato la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici ordinando l'immediata espulsione dal territorio dello Stato. Per Sadrija e Demiraj non sarà possibile visto che non sono più da tempo nel nostro Paese. La gang venne scoperta dopo aver abbandonato vicino a una casa dove avevano cercato di entrare una Citroen BX rubata. Secondo gli inquirenti durante le loro imprese si sarebbero impossessati di denaro, gioielli, cellulari, playstation, lettori MP3 e persino i regali di Natale per i bambini.
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