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Lucca

Favilla: «Vantaggi dal provvedimento»

Il sindaco Mauro Favilla in una seduta a Palazzo Santini
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Il sindaco Mauro Favilla in una seduta a Palazzo Santini

Stop alle nuove aree per costruire, tetto alle concessioni

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 LUCCA Niente nuove aree per costruire. Tetto al rilascio delle concessioni edilizie. Rispetto dei diritti acquisiti. Questi - dice il sindaco, Mauro Favilla - sono i vantaggi della variante adottata a maggioranza, con il voto contrario di Rc, GL, l'astensione di Libertas 2010 e l'uscita del Pd dall'aula.  Forte di queste motivazioni, Favilla si dice sereno anche per la richiesta della Procura di acquisire tutti i documenti della variante adottata che dovrà tornare in consiglio per l'approvazione definitiva.  «Con i regolamenti urbanistici - esordisce Favilla - si prevedono sulla cartografia i terreni su cui si potrà costruire o meno. Con la variante adottata dal consiglio comunale, non vi sono modifiche sulla cartografia: si sono conservate le precedenti destinazioni e, quindi, non vi dovrebbero essere interessi particolari da affermare. Viceversa ci sono diversi soggetti che, o per interesse proprio o per una visione dell'urbanistica diversa da chi amministra, avrebbero voluto cancellare delle possibilità edificatorie che da decenni il piano regolatore consente». Queste stesse persone - prosegue Favilla - hanno paventanto ai consiglieri comunali «rischi gravi di natura civile o penale in caso di voto favorevole: a mio parere questa intimidazione poteva configurare un reato, perché avrebbe potuto condizionare la libera espressione dei consiglieri. Nessuno, ad oggi, risulta però aver presentato denuncia. Mentre già prima dell'adozione, alcune persone hanno presentato ricorsi od esposti all'autorità giudiziaria: è da presumere che volessero riuscire ad impedire che il consiglio comunale adottasse la variantina». Di fronte agli esposti, osserva Favilla, giustamente la Procura ha richiesto la documentazione.  Nessuna irregolarità è stata commessa votando l'atto, insiste il sindaco, e nessuna sarà commessa dopo perché scatterà lo stop alle concessioni «una volta che si sia stato raggiunto il limite massimo di edificazione consentito dal piano strutturale, nelle varie tipologie edilizie (residenziali, commerciali, produttive, ricettive, direzionali, di servizi». Oltretutto - fa presente il sindaco - la variante era necessaria perché il regolamento urbanistico attuale, di fatto, è scaduto già «ad aprile 2010 e, quindi, da quasi 9 mesi non si possono più effettuare occupazioni di aree ed espropri nemmeno di opere pubbliche già programmate, rimaste ferme in attesa di questo provvedimento.  In compenso, sottolinea Favilla, la variante «non consente il consumo di nuovo territorio, ma garantisce ogni possibilità di intervenire sulla trasformazione del patrimonio edilizio esistente. Il provvedimento adottato, infatti, non prevede né nuove né diverse aree edificabili: è quindi irrilevante ai fini di eventuali interessi particolari. Si rispettano te le aspettative e i diritti ormai acquisiti dalle famiglie proprietarie, senza creare nuove aspettative o nuovi vantaggi particolari».

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