Il Tirreno

Lucca

Ciao Andrea, «non doveva andare così»

Luca Meconi
Il parroco benedice la bara e a destra le persone andate a dare l’estremo saluto al ragazzo
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Il parroco benedice la bara e a destra le persone andate a dare l’estremo saluto al ragazzo

Dall'altare, l'addio commosso al 23enne morto domenica in auto

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 BORGO A MOZZANO. «'ao Pesca! Perché è andata così? Non doveva succedere». Tutta la comunità di Valdottavo ha partecipato incredula ieri pomeriggio ai funerali di Andrea Pescaglini, il giovane di 23 anni morto domenica mattina in un incidente stradale avvenuto nella galleria della variante di Ponte a Moriano.  Tanti gli amici arrivati da fuori per portare l'ultimo saluto ad Andrea. La pieve di San Pietro era stracolma di gente, non ce l'ha fatta a contenere tutti.  «Nella vita di un sacerdote - ha affermato il pievano don Marcello Brunini durante l'omelia - ci sono tanti momenti di gioia, ma in mezzo alla gioia c'è la tristezza: anche nelle rose ci sono le spine. Questo è un momento di tristezza che mai si vorrebbe sperimentare. Ma la vita è questo circolo: si nasce, si vive e si muore. Viviamo questo momento di serenità spirituale e di tristezza umana nella luce della fede. Gesù è talmente maestro che oggi ci invita ad essere pronti. "Uomini siate e non pecore matte" diceva Dante e si riferiva proprio al Vangelo. Ogni morte - ha continuato - è la vittoria di Cristo sulla morte stessa perché lui mediante la sua Pasqua ha sconfitto la morte e ha dato a tutti la possibilità di salvarsi».  Momenti di commozione al termine del rito funebre quando, dopo la lettura della preghiera dello scout, una ragazza coetanea di Andrea ha letto a nome degli "amici del campetto" questo ricordo: «Perché è andata così? Non doveva succedere - iniziava -. Siamo cresciuti insieme: soliti amici, il campetto, la pensilina, il pallone, il bar, il biliardino, i film guardati in casa e tante altre cose. Poi, crescendo, le nostre strade si sono divise, ma non del tutto. C'era sempre un "ciao", un "come va?" quando ci vedevamo. E tutti noi eravamo felici di rivederci di tanto in tanto. Eri, sei e sarai per sempre uno di noi, un ragazzo del campetto. E se c'è una cosa che purtroppo abbiamo imparato è che la vita non è fatta solo di belle cose ma ci riserva anche brutte sorprese. Un destino crudele domenica ti ha portato via da noi, dalla tua famiglia, dai tuoi parenti, dalla tua ragazza e da tutte quelle persone che ti hanno conosciuto e che ti volevano bene. Il ricordo di te rimarrà per sempre vivo nei nostri cuori. Accompagnaci in ogni momento che verrà, facci sentire meno soli, trasforma le nostre lacrime in un sorriso quando ti ricorderemo e non dimenticarci, perché noi non lo faremo con te. Il nostro non è un addio ma un arrivederci perché un giorno ci rincontreremo e continueremo a fare quello che quaggiù non ci è stato permesso di fare insieme. Come ci dicevi te quando ci rincontravi: " 'ao ragazzi", oggi siamo noi a dirlo a te: " 'ao Pesca!" Ti vogliamo bene ma soprattutto ci mancherai.»

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