Il Tirreno

Lucca

Variante, la Procura vuole gli atti

Ilaria Bonuccelli
Nella foto sopra il consiglio comunale
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Nella foto sopra il consiglio comunale

Ha chiesto al Comune i documenti del provvedimento per l'urbanistica

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LUCCA. La Procura vuole una copia della variante urbanistica. Vuole una copia della delibera (e di tutti gli allegati) con cui il consiglio comunale cerca di rimettere ordine nell'urbanistica, visto che in alcune zone si è costruito troppo, più di quello che era consentito dalle previsioni, e in altre, invece, poco o niente.  Della richiesta ufficiale di questa documentazione vengono messi al corrente tutti i consiglieri comunali chiamati, ieri sera, ad adottare la variante di riallineamento fra il piano strutturale e il regolamento urbanistico sulla quale sono stati sollevati dubbi di legittimità da Governare Lucca e dall'opposizione. A informare i colleghi, a poche ore dalla seduta di consiglio comunale, è il presidente dell'assemblea, Franco Fabbri. Con una nota ufficiale indirizzata ai dirigenti comunali, al sindaco, ai capigruppo consiliari e al presidente della commissione urbanistica Fabbri comunica che intende «provvedere con sollecitudine alla richiesta della Procura, una volta che il consiglio comunale avrà deliberato la pratica. Perciò chiedo agli uffici interessati di predisporre la documentazione richiesta, completa di relativa attestazione di legittimità e conformità, di regolarità tecnica rispetto alla normativa vigente relativamente a procedure, pareri, certificazioni, relazioni ed elaborati». In sostanza, Fabbri vuole fornire alla Procura tutti gli atti che serviranno a ristabilire equilibrio fra le previsioni del piano strutturale e quelle del regolamento urbanistico rispetto alle possibilità di edificazione. La variante in questione, infatti, è stata pensata proprio per risolvere il problema delle zone sature, con volumetria in eccesso rispetto ai tetti massimi. La prima soluzione ideata era quella di trasferire la superficie ancora disponibile per case, negozi, uffici, alberghi o attività produttive in genere, dalle zone in cui non era stata esaurita a quelle nelle quali la cementificazione era andata oltre le previsioni di piano strutturale. Dopo mesi di dibattito, però, la variante che approda in consiglio è diversa: azzera tutte le Utoe (le aree nelle quali è suddiviso il territorio comunale a fini urbanistici) e inserisce tutto il territorio comunale in un'unica grande Utoe. In questo modo, sarà più facile spalmare la capacità edificatoria nei quartieri (come S. Anna o San Concordio) dove ce n'è più bisogno, sia per eliminare il problema dell'eccessiva edificazione, sia per garantire lo spazio sufficiente a nuove operazioni immobiliari, come il nuovo maxi-insediamento progettato lungo viale Einaudi.  Fra i consiglieri comunali chiamati a votare la variante, serpeggia un certo nervosismo, anche se poi l'atto verrà pubblicato, sottoposto a osservazioni e possibili modifiche, prima dell'approvazione definitiva con un secondo passaggio in aula. Ma il sindaco sembra essere tranquillo. In una nota ufficiale, infatti, Mauro Favilla (che ha anche la delega all'urbanistica), spiega che la «richiesta di copia di atti segue le segnalazioni arrivate alla Procura nei giorni scorsi, da soggetti che hanno una valutazione diversa dall'amministrazione comunale o interessi particolari» (non meglio specificati. Comunque - prosegue il sindaco - «gli uffici predisporranno serenamente copia degli incartamenti approvati, che saranno consegnati nel più brevi tempi possibile, come richiesto; intanto abbiamo ritenuto di informare del fatto tutti i consiglieri comunali». Ora, quindi, non resta che la prova del voto per la variante che rientra fra i punti del programma di fine mandato di Favilla, sottoscritti da tutti i gruppi di maggioranza per evitare la crisi.

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