Il Tirreno

Lucca

Senza mensa, niente tempo prolungato

Le cucine del centro cottura unico e, sotto l’assessore Buonriposi
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Le cucine del centro cottura unico e, sotto l’assessore Buonriposi

Per l'assessore Buonriposi lo sciopero del panino rende inutile il servizio

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LUCCA. Senza mensa si perde anche il tempo prolungato. Le parole dell'assessore all'istruzione, Donatella Buonriposi, non lasciano indifferenti i dirigenti scolastici. Molti escono dall'incontro con l'amministrazione comunale, intenzionati a fare da tramite con i genitori, ancora impegnati nella battaglia contro il caro mensa. Anche ieri, infatti, lo sciopero del panino "a macchia di leopardo" ha coinvolto 8 scuole, per 866 bambini presenti a scuola: solo il 20,1% ha consegnato il buono pasto e ha quindi utilizzato la mensa. La percentuale di chi utilizza il servizio, dunque, continua a essere bassa. Per questo il Comune - conferma l'assessore Buonriposi - introdurrà (come già anticipato dal Tirreno) la prenotazione obbligatoria per il pasto a scuola: così non ci potranno più essere scioperi a sorpresa e spreco di cibo, come si è verificato nelle ultime settimane.  Al di là di questo provvedimento, però, l'idea del Comune è di arrivare a far capire ai genitori, tramite i dirigenti scolastici, i rischi che si corrono per i servizi e la salute dei bambini proseguendo in questo boicottaggio della mensa. Che continua nonostante la decisione della giunta di abbassare le tariffe e ritoccare gli indicatori di benessere (come le bollette di luce e gas) in base alle quali viene stabilita la percentuale di servizio a carico dei genitori.  «Sabato mattina - spiega l'assessore Buonriposi - abbiamo voluto incontrare i dirigenti scolastici perché ci siamo accorti che sulla refezione circolano costantemente informazioni sbagliate. Volevamo questo confronto, dunque, anche per capire come si pongono di fronte alla protesta in atto. E ci siamo accorti che si verificano episodi singolari. Ad esempio, nelle scuole medie che hanno aderito al panino day, i genitori hanno fatto uscire i figli da scuola all'ora di pranzo e poi li hanno fatti rientrare finito il servizio mensa». Segno, anche secondo l'assessore Buonriposi, che il tempo prolungato è considerato una risorsa: «Forse lo sciopero del panino rivela che la refezione non interessa alle famiglie, ma bisogna preoccuparsi anche delle conseguenze dell'eventuale abolizione della mensa: infatti, il tempo prolungato viene concesso solo in quei plessi dove si garantisce il servizio». Al di là di questo, però - ribadisce l'assessore Buonriposi - «credo che la mensa sia un servizio da salvaguardare anche per altri motivi. Il primo è di natura sociale, perché si impedisce di vedere ragazzini a giro per i bar o per le strade, in attesa di riprendere le lezioni; il secondo è legato alla salute: credo che non ci sia un pediatra sulla faccia della terra che consigli a un genitore di far mangiare panini tutti i giorni ai figli». Precisato questo, l'assessore all'istruzione chiede collaborazione ai dirigenti e agli insegnanti: «Sappiamo che alcuni hanno favorito il panino-day, ma sappiamo anche che il loro ruolo deve essere quello di vigilare sui servizi e di educare. Ecco il motivo di questo appello alla collaborazione, in attesa di concordare una strategia di comunicazione per far rientrare la protesta».  A questo obiettivo, il Comune cerca di arrivarci anche con un'altra iniziativa: «Molti genitori - ammette l'assessore Buonriposi - si sono lamentati del fatto di non avere facile accesso alla mensa, per controllare la qualità del servizio. Visto che non abbiamo niente da nascondere e che i primi interessati a risolvere eventuali problemi siamo noi, abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici di garantire l'accesso ai genitori. A quelli che fanno parte della commissione mensa nei vari plessi».

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