Il dolore
Offese e minacce su un blog antifascista
Post contro la sinistra, giovane condannato
◗
Lingresso del tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Condannato a sette mesi (pena sospesa) un giovane simpatizzante di destra che era accusato di aver offeso e minacciato gli ideatori del blog "luccaantifascista" con l'invio di una serie di post, che peraltro non erano stati pubblicati dopo essere stati esaminati dagli ideatori del sito. Il giudice Profeta ha ritenuto colpevole Cristiano Giannessi, 25 anni, pisano residente a Cesenatico: al momento dei fatti lavorava per conto di un'azienda di vernici della Romagna (la ditta è totalmente estranea alla vicenda). Secondo le accuse, il giovane aveva modificato l'hard disk di un computer del suo ufficio per inviare i messaggi. Sperava in questo modo di non essere identificato, ma le indagini della Digos e della Procura di Cesena hanno permesso di svelarne nome e cognome. Giannessi dovrà anche risarcire le parti civili: tredici persone tutelate dagli avvocati Giampiero Bisordi, Nicola Frezza e Ezio Menzione. È stata intanto stabilita una provvisionale di 1500 euro a favore di ognuna delle parti civili. Gli offesi erano persone della sinistra lucchese che si riunivano ogni settimana all'Arci e facevano attività di sensibilizzazione sul fenomeno Bulldog in città. Era infatti un periodo particolarmente teso. C'era stata, tra l'altro, l'aggressione a un esponente della sinistra - Emanuele Pardini - che di notte era stato inseguito in auto e poi picchiato. L'inchiesta era stata condotta dal sostituto procuratore Fabio Origlio. Secondo il capo di imputazione, Giannessi aveva inviato messaggi pieni di offese e di minacce, con frasi del tipo "A Lucca vi picchiamo quando vogliamo. Ora zitti e muti". Il processo era nato dopo la denuncia presentata dagli avvocati Menzione e Frezza e il sostituto Origlio aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. All'ultima udienza Giannessi ha inviato una lettera per dire di non far parte dei Bulldog, che non voleva minacciare nessuno e che comunque si scusava.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
