Il Tirreno

Lucca

Lavoro solo per chi si trasferisce

Claudia Ponziani
Il presidio dei lavoratori dell’Alumil in piazza Bernardini
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Il presidio dei lavoratori dell’Alumil in piazza Bernardini

L'Alumil conferma la chiusura al Borgo e le assunzioni a Pontedera

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 LUCCA. Mentre alla sede dell'Associazione degli industriali in piazza Bernardini la Fiom Cgil tratta con la proprietà aziendale, fuori i 38 lavoratori Alumi.l, in sciopero, attendono di conoscere l'esito dell'incontro. In ballo - dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento di Borgo a Mozzano, la possibilità di un loro reintegro presso la sede del gruppo di Pontedera.  Si tratta di capire adesso che tipo di garanzie in termini di servizi e rimborso spese l'azienda può mettere sul piatto.  Gli operai, blue jeans e volti tesi, snocciolano sottovoce i loro se, i loro dubbi. Alessio Vanni ha 35 anni e da 12 lavora presso l'impianto impiegato nella produzione di profilati di alluminio: «La mia intenzione è quella di andare in mobilità. Andare a Pontedera comporta troppi disagi, troppe spese». Vanni illustra la situazione: «Delle 38 persone che lavorano all'Alumi.l due provengono dall'Alta Garfagnana, e per loro l'ipotesi di un trasferimento risulta difficilmente sostenibile. Qualcuno vive nella Piana, ma la maggior parte risiede in un raggio compreso tra i comuni di Barga, Gallicano, Coreglia e Borgo a Mozzano. Andare a Pontedera per chi vive in quest'area significa fare circa 120 km al giorno tra andata e ritorno».  Al termine dell'incontro il segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini riferisce l'esito della trattativa. «Punto primo - annuncia Braccini -. E' stata confermata la chiusura. La decisione dell'azienda in questo senso è irreversibile. Punto secondo. C'è la disponibilità di assumere tutti a Pontedera. Punto terzo. Le condizioni del passaggio. Non si tratta di un trasferimento, non ci sarà continuità lavorativa. Ci sarà piuttosto una riassunzione perché la sede di Pontedera, l'H.T.A., ha un'altra entità giuridica. I lavoratori riassunti potranno mantenere le condizioni maturate fino ad oggi. All'azienda - prosegue Braccini - sono state poste poi una serie di questioni, come la richiesta di un pulmino e di un'indennità. Nonostante la nostra insistenza, è stato negato il servizio del pulmino a causa dei differenti orari turnistici. Per quanto riguarda l'eventualità di un rimborso spese, il discorso non è stato approfondito e la cifra non è stata quantificata».  C'è delusione per la mancata soluzione sulla questione trasporto e rimane da sciogliere il dilemma del rimborso benzina.  «Intanto domani a Palazzo Ducale - dice Braccini - discuteremo la possibilità di un percorso volto a favorire l'insediamento di nuove realtà occupazionali sul territorio: ora alla Socciglia c'è uno stabilimento vuoto. E' da anni - ribadisce il segretario Fiom - che denunciamo l'assenza di investimenti nello stabilimento di Borgo a Mozzano. Se un'azienda smantella un reparto produttivo e licenzia otto persone, si possono intuire le sue intenzioni". Nel frattempo per venerdì è stata proclamata un'altra giornata di sciopero: nel pomeriggio i lavoratori si ritroveranno di nuovo in piazza Bernardini in attesa di conoscere l'esito del secondo incontro tra il sindacato e la proprietà.

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