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Lucca

«Errati i dati della delibera»

«Errati i dati della delibera»

Marchini: «L'area edificabile per le case è inferiore»

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LUCCA. Sbagliati i dati della variante urbanistica. Secondo il consigliere comunale del Pd, Celestino Marchini, la superficie residenziale residua è inferiore a quella che sostiene l'amministrazione comunale. In sostanza, per gli interventi diretti (costruzione case senza piani attuativi) resterebbero solo 8.147 metri quadri, invece dei 10.817 inseriti nella variante. Ci sarebbe, dunque, una differenza di circa il 25% secondo i calcoli di Marchini, arrivato a questa conclusione, dopo aver visionato tutti i permessi a costruire rilasciati negli ultimi tempi. Il consigliere del Pd, membro della commissione urbanistica, ha controllato tutte le 17 concessioni rilasciate dal 4 novembre 2010 al 12 gennaio di quest'anno, quando il Comune ha fornito le superfici ancora disponibile per l'edificazione. Marchini avrebbe rilevato una notevole discrepanza nella capacità edificatoria sostenuta dal Comune. I calcoli del consigliere di opposizione sono presto fatti: il 4 novembre risultava una capacità residenziale residua di 27.193 metri quadri; al 12 gennaio risultavano edificati altri 19.045,96 metri quadri, per cui la superficie a disposizione di nuove case non dovrebbe superare gli 8.150 metri quadri. Queste cifre sono state inviate da Marchini al sindaco, al presidente del consiglio comunale, ai consiglieri comunali e al dirigente del settore urbanistica. In una lettera ufficiale, Marchini scrive: «A seguito di una verifica, ho riscontrato una difformità tra i dati forniti dall'amministrazione e quelli che seguono. Trattandosi di una differenza sostenuta, o non ha fatto bene i conti il sottoscritto oppure non ci ha colto l'amministrazione. Comnunque, propongo di portare i 17 permessi a costruire in consiglio comunale per una verifica collettiva, che non dovrebbe portare via più di 15 minuti per fare una semplice somma e togliere ogni dubbio». Un ulteriore controllo, secondo Marchini è indispensabile perché se «con sole 17 pratiche, se vi fosse un errore percentuale del genere, sarebbe preoccupante pensare al calcolo dell'intero, di cui non mi sono stati mai forniti i dati parziali richiesti nell'agosto del 2008».  Preoccupato per questa variante, anche il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, che in aula si è presentato con un ordine del giorno, per reclamare la Valutazione ambientale strategica (Vas) sui piani attuativi che saranno sdoganati con l'adozione di questo atto. «Dal momento che l'amministrazione comunale ha deciso di non sottoporre a Vas la variante, dovrà sottoporre alla valutazione ambientale strategica le grandi operazioni immobiliari». In particolare - conferma Tambellini - «c'è da sottoporre a questa verifica, secondo quanto impone la normativa esistente, il piano previsto lungo viale Einaudi a S. Anna, visto che interessa un'area superiore a 10 ettari. E che avrà, quindi, un impatto ambientale (e infrastrutturale) molto forte». Tambellini dubita che questo atto riesca a essere approvato «ma io insisterà per la votazione e soprattutto perché resti agli atti che l'opposizione ha chiesto di sottoporre a Vas i piani attuativi, visto che la valutazione ambientale strategica non è stata chiesta in via preventiva per la variante».

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