Il Tirreno

Lucca

IL CASO PARCO

Conseguenze pesanti nel quartiere S. Anna

Franco Fabbri presidente del consiglio, sotto Marchini
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Franco Fabbri presidente del consiglio, sotto Marchini

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LUCCA. La nuova variante avrà effetti ambientali pesanti sulla zona di S. Anna e dintorni. La denuncia è di Umberto Capocchi, presidente dell'associazione Parco di S. Anna preoccupato dal fatto che con la variante il Comune (ri)apre la porta alla maxi operazione immobiliare di viale Einaudi. «Nella misura in cui la variante elimina ogni dimensionamento di consumo di suolo per singola Utoe (zona) - scrive Capocchi - e tiene a riferimento le quantità insediative complessive del piano strutturale definite sulla base del calcolo della capacità insediativa complessiva si finisce inevitabilmente per: cumulare più effetti ambientali sulla zona di S. Anna e dintorno (Utoe 3a e 3b), nonostante il loro rilevante valore naturale e ambientale». Eppure già oggi in queste zone - insiste Capocchi - viene «sistematicamente superato il livello limite di qualità dell'aria. Inoltre qui è già stato recentemente accertato un utilizzo più che intensivo del suolo». Per queste ragioni - conclude Capocchi - l'associazione Parco di S. Anna si aspetta che «i consiglieri comunali, ciascuno per la propria quota di responsabilità, non votino l'adozione del provvedimento prima di aver ottenuto uno specifico asseveramento, da parte di un soggetto qualificato ad emetterlo, della effettiva e legittima possibilità, da parte del Comune di Lucca, di non eseguire alcuna preventiva verifica di assoggettabilità del piano a Vas (valutazione ambientale strategica)».

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