Il dolore
Variante, disastro annunciato
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Piero Angelini e Luigi Stefani Governare Lucca: «Patto di potere sull'urbanistica»
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LUCCA. Ultima chiamata, domani sera in consiglio, per evitare che la variante urbanistica in votazione si confermi il disastro che appare. È questa la convinzione del gruppo di Governare Lucca, come spiegano Piero Angelini, Pierpaolo Donnarumma e Luigi Stefani. «Dopo essersi accorto di aver rilasciato, in 6 mesi, permessi a costruire di nuova edificazione per 70.689 mq, il sindaco è dovuto ricorrere - dicono gli esponenti di Gl - a provvedimenti illegittimi (abolizione delle Utoe) e arbitrari (attribuzione discrezionale degli ultimi 20.000 mq edificabili di residenziale), per mantenere gli impegni da lui presi nei confronti dei gruppi imprenditoriali maggiori, soprattutto per pArco di S. Anna e stadio. Ora qualche collegio professionale, improvvisamente, si accorge che non si possa uscire da questa difficile situazione, se non dando avvio urgente ad un nuovo piano strutturale e ad un nuovo regolamento urbanistico». Governare Lucca ricorda che Favilla e tutti il centrodestra nel 2009 hanno cacciato il gruppo dalla maggioranza «proprio perché, dal luglio 2008 continuavamo a ripetere che l'unica soluzione possibile, per uscire dalla crisi, era quella di una politica urbanistica che, con un nuovo piano strutturale ed un nuovo regolamento urbanistico, modulasse nel tempo, secondo i bisogni reali di casa, delle famiglie lucchesi, l'attività edilizia nel nostro Comune. «E che gli eccessi del regolamento urbanistico, che aveva messo in edificazione tutte le quantità previste dal piano strutturale, avrebbero creato, inevitabilmente, una bolla speculativa, con una grande quantità di appartamenti invenduti (ad oggi, circa 3.000), una carenza di case per famiglie a medio reddito, una grande congestione delle aree più urbanizzate ed una cementificazione del territorio ed, infine, uno stop della attività edilizia, con una crisi grave del settore». La responsabilità di Favilla è stata, per Gl, «quella di aver mancato di prudenza e di essersi fatto trascinare dai suoi più scriteriati sostenitori ad una politica del giorno per giorno, senza una reale programmazione urbanistica, che si è rivelata fallimentare. La sua maggioranza non l'ha certo aiutato, perché ha fatto un patto di potere con Favilla, barattando i posti in giunta e nelle partecipate con un sostegno pieno alle sue proposte urbanistiche. E così, solo per non disturbare Favilla, i consiglieri della sua maggioranza hanno respinto, per esempio, bocciando i nostri emendamenti, perfino le proposte di parcheggi, nel Mercato del E sono addirittura arrivati a ritirare le firme sull'emendamento del consigliere di maggioranza Bertolucci, che chiedeva di mantenere nel Campo di Marte unicamente funzioni pubbliche. Tutti temi della città, che non appassionano i consiglieri di maggioranza; che invece dibattono animatamente su chi, dei due responsabili di questo disastro urbanistico, Fazzi o Favilla, debba essere il candidato del centro destra alle elezioni del 2012».
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