Il dolore
Si estende la protesta contro il caro-mensa
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Unassemblea dei genitori La mobilitazione coinvolgerà altre scuole, il comitato avvia un'indagine sulla qualità del cibo
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LUCCA. Nelle 25 scuole dove in questi giorni si è fatto il "panino day", su 2.610 bambini coinvolti, 2.262 hanno consumato un pasto alternativo in luogo di quello della mensa. In percentuale il dato è 87%. Lo rivela il direttivo del comitato che lotta contro il caro mensa e per una migliore qualità del servizio. «La fine di questa settimana - dicono il presidente Fausto Ori e il segretario Michela Donati - non coincide col termine della protesta, ma questa pausa ci consente di effettuare una analisi parziale il cui esito si legge nei numeri dell'adesione. Mentre a dicembre le scuole che il comitato aveva raggiunto con la sua opera di sensibilizzazione erano appena 18, teniamo a precisare che nei giorni che seguiranno fino a mercoledì, altri 23 istituti si aggiungeranno alla fila, 8 dei quali per la prima volta. «Il comitato come ormai tutti sanno - aggiungono Ori e Donati - ha chiesto all'amministrazione l'istituzione di un tavolo permanente, quale metodo accettato e condiviso per la trattazione anche preventiva di tutte le problematiche riguardanti la scuola, compresa l'urgente necessità dell'individuazione e adozione di un sistema di controllo della qualità del servizio e dei pasti efficiente ed efficace. «Pur rimanendo in attesa di ricevere risposta in merito, vogliamo informare tutti i genitori che il direttivo ha stabilito, nell'ultima sua riunione di svolgere una propria indagine approfondita sui contenuti del menù. Non vogliamo criticare la qualità dei prodotti acquistati e lavorati nel Cupp, piuttosto il prodotto finale, così come si presenta nei piatti di chi lo deve mangiare, dopo svariati chilometri di viaggio. In particolare i genitori ci sollevano forti dubbi in merito agli abbinamenti dei cibi proposti, ambito che avremo la possibilità di analizzare a fondo grazie alla collaborazione di genitori, esperti professionisti, nella fattispecie un nutrizionista, un medico ed un dietologo. Grazie a questo sforzo congiunto, magari in abbinamento alle informazioni che ci pervengono dai genitori delle commissioni mensa, intendiamo capire e comprovare quali siano le caratteristiche valide che un pasto, somministrato ad un bambino, debba avere».
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